Daniele Cagnacci ha dato la vita per i suoi pazienti

Non era un medico, era un santo, era una persona eccezionale. Daniele Cagnacci, medico di base e pediatra, è stato ucciso dal covid 19 in soli 5 giorni. Probabilmente contagiato durante la visita ad uno dei suoi pazienti. Se chiamato, rispondeva al telefono tutti i giorni, domeniche comprese, a tutte le ore del giorno e della notte. Le sue visite terminavano, alle volte, all’una di notte. L’estate scorsa non si è preso un giorno di vacanza. Diceva che con il virus in giro (lui non credeva alla sua fine) non poteva lasciare da soli i suoi pazienti, che avevano bisogno di lui. Lo diceva con leggerezza, quasi fosse la cosa più normale del mondo. Angeli sono stati definiti i medici che hanno curato il Covid, secondo chi lo conosceva quegli angeli avevano il suo volto. Prima di andarsene ha finito il suo lavoro, ha vaccinato più gente possibile per l’influenza, perché si era battuto per avere le dosi necessarie per i suoi pazienti. Chissà e si è ricordato di vaccinare se stesso?… Lascia una figlia, medico anch’essa, e il suo dolore è il nostro dolore. E allora facciamolo per lui, per loro, i medici in prima linea, rispettiamo il distanziamento, indossiamo bene questa dannata mascherina, laviamoci le mani. Nessuno manchi di rispetto a colore che rischiano la vita per curarci. Nessuno tocchi Ippocrate.

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