I napoletani non rinunciano al mare in tempesta, che però distrugge l’antico arco del “Chiavicone”

La bellezza del mare in tempesta. La piccola tregua dalla pioggia dopo giorni ininterrotti di maltempo ha indotto alcuni napoletani a riversarsi sul lungomare di Napoli per ammirare le onde. Il forte vento e soprattutto la zona rossa, non hanno frenato la voglia dei napoletani di prendere un po’ d’aria, dopo aver passato le festività chiusi in casa. Chi con la scusa del cane, chi per fare jogging, chi per un selfie, incuranti anche della pericolosità di un’ulteriore mareggiata, i partenopei hanno deciso di affacciarsi lo stesso dal parapetto di via Caracciolo e via Partenope già interessato dai crolli, che non è stato messo ancora in sicurezza.

Il difficile rapporto tra l’uomo e la natura

Mentre i ristoratori colpiti dalla mareggiata che ha distrutto i propri locali stanno ancora quantificando i danni. La protezione civile ha prorogato l’allerta meteo per le prossime ore. Il mare intanto ha restituito altri rifiuti e detriti. La natura si ribella ancora. I napoletani ignorano i divieti alla ricerca di normalità e di spensieratezza.

Le mareggiate però distruggono l’arco settecentesco del “Chiavicone”

La mareggiata che stanno interessando il lungomare di Napoli, oltre a recare danni ingenti ai locali di via Partenope, hanno però mietuto un’altra vittima: si tratta dell’antico arco borbonico in pietra, ultima testimonianza del vecchio porticciolo borbonico ritratto in tanti dipinti della Scuola partenopea, che è crollato nel pomeriggio per effetto delle burrasche di questi giorni.

L’antico porticciolo

L’arco risale al ‘700 e nacque come approdo per i pescatori, i cosiddetti ‘luciani’, gli abitanti del vicino borgo di Santa Lucia, ma successivamente, nel corso dell’800, fu trasformato in terminale dello scarico fognario venendo ribattezzato dai napoletani ‘O Chiavicone.

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