Luigi De Falco (H2biz) lancia “Fenice” per trasmettere in streaming gli spettacoli teatrali sospesi per la pandemia

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Luigi De Falco (H2biz) lancia “Fenice” per trasmettere in streaming gli spettacoli teatrali sospesi per la pandemia

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Utilizzare la tecnologia 3D per trasmettere in streaming gli spettacoli teatrali sospesi a causa della pandemia e condividere i profitti con artisti e maestranze. Questo è il progetto, già operativo, del Gruppo H2biz guidato dal napoletano Luigi De Falco. Un’opportunità di ripartenza per uno dei settori più colpiti dalle misure restrittive. Non a caso l’operazione si chiama “Fenice”, come l’Araba Fenice, l’uccello della mitologia che rinasceva dalle proprie ceneri.

Ci sono già degli operatori sul mercato che trasmettono in streaming le opere teatrali, ma nessuno che utilizza il 3D per replicare i palcoscenici e le scenografie, che si carica tutti i costi (realizzazione, ripresa e trasmissione) e che condivide gli utili con le compagnie teatrali.

Tutto questo sarà possibile, già dal mese di marzo, grazie a H2event, la piattaforma per la digitalizzazione in 3D degli eventi di H2biz e sviluppata in collaborazione con la Commodore, storico brand informatico degli anni ’80 oggi di proprietà italiana.

Ma come funziona? H2event digitalizzerà in 3D le scenografie delle compagnie teatrali replicando fedelmente il palcoscenico come se si trovasse in presenza dal vivo. Gli attori reciteranno in un luogo qualsiasi (essendo chiusi i teatri) con uno sfondo neutro e ripresi da una troupe con telecamere ad alta definizione. Il team H2event in fase di montaggio integrerà lo spettacolo filmato con lo sfondo 3D.

Una volta pronto, il girato (lo spettacolo) sarà inserito su un canale dedicato di H2event e trasmesso in streaming. Gli utenti potranno visualizzare lo spettacolo pagando tra i 2 e i 5 euro e potranno anche interagire direttamente con la compagnia e gli attori alla fine (potenza della tecnologia). Si potrà pagare con carta, con una APP dedicata o anche scalare l’importo dal credito del telefonino.

Il Gruppo di Luigi De Falco ha pensato anche alla componente marketing, fondamentale per il successo dell’operazione. Ogni singolo spettacolo sarà promosso attraverso i canali H2biz (650.000 utenti iscritti), Commodore, H2event e attraverso la testata editoriale del Gruppo, Outsider News, per un forza di impatto totale di oltre 1 milione di potenziali utenti, a cui poi si aggiungerà la capacità di marketing delle singole compagnie teatrali e degli artisti e l’effetto di trascinamento virale sui social network.

Sono in corso i contatti con diverse realtà teatrali, i primi spettacoli saranno trasmessi a fine marzo.

Abbiamo sentito al telefono Luigi De Falco per farci spiegare come è nato il progetto e come funziona la condivisione dei profitti con artisti e maestranze. Qui la sua risposta:

“Abbiamo deciso di utilizzare la tecnologia che H2biz ha sviluppato insieme alla Commodore per dare una mano ad un settore colpito in modo quasi letale dalla diffusione del virus. Con il 3D riusciamo a replicare fedelmente qualsiasi palcoscenico e scenografia, dando la percezione a chi guarda di trovarsi in un teatro reale. Ci è sembrato giusto, dato il momento, di investire direttamente e caricarci tutti i costi, dalle riprese allo streaming, e di sviluppare un modello che generasse valore per attori, compagnie e maestranze. Abbiamo adottato il modello “pay per view”, paghi per quello che vedi, con degli importi piccoli, compresi tra 2 e 5 euro, alla portata di tutti. La metà di quegli importi vanno direttamente a compagnie e attori, il resto è il nostro profitto. Considerando il numero di biglietti emessi nel 2019 dai teatri e la grande voglia della gente di rivedere uno spettacolo, crediamo di poter generare dei profitti per le compagnie superiori a quelli di qualsiasi spettacolo dal vivo, non avendo noi il limite di capienza della fisicità che qualsiasi teatro ha. In linea teorica potrebbero collegarsi in streaming da tutto il mondo. Io sono un grande appassionato di teatro e, al di la del business, credo che questo progetto possa fare da volano per altre iniziative che puntano come noi a far ripartire un pezzo di “bellezza” italiana, fondamentale per la crescita culturale del paese. Mi piacerebbe che con “Fenice” riuscissimo ad avvicina al teatro anche chi non ci è mai andato e soprattutto i giovani. Questo sarebbe il miglior risultato possibile”.

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