Regge il sistema cimiteri a Napoli.

Regge il sistema cimiteri a Napoli

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Regge il sistema cimiteri a Napoli

Regge il sistema cimiteri a Napoli. Attese lunghe settimane per vedere le spoglie dei propri cari riposare nella terra o essere cremate. Una situazion

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Regge il sistema cimiteri a Napoli. Attese lunghe settimane per vedere le spoglie dei propri cari riposare nella terra o essere cremate. Una situazione che stanno vivendo due importantissime città italiane, Roma e Palermo che negli ultimi giorni, non solo a causa della pandemia, fanno registrare attese molto lunghe per l’esecuzione del pio dovere.

REGGE IL SISTEMA CIMITERI A NAPOLI. SITUAZIONE DRAMMATICA A PALERMO E ROMA

Napoli, città con una grandissima densità abitativa e con una attenzione particolare verso la cura dei corpi dei defunti, non sta vivendo di tali problemi, frutto anche di una intesa tra enti pubblici, sindacati e attori privati. Al cimitero di Prima Porta, presso Roma, sono 850 per le autorità. Secondo le agenzie di pompe funebri, il dato si avvicinerebbe ai duemila feretri. La realtà è che le cause dell’emergenza sono strutturali.

A fronte di una sempre maggior richiesta di cremazioni mancano i forni e il personale. E anche i cimieri, per quanti preferiscono ancora la tradizionale sepoltura, non hanno più spazio”. E’, dunque, una tempesta perfetta quella che sta determinando, in queste settimane, il picco della crisi cimiteriale che sta andando avanti da quasi un anno nella città di Roma.A Palermo, il totale è di circa 870. Tuttavia, non è la pandemia di Covid-19 la causa di queste “condizioni vergognose”. Piuttosto i tempi di attesa dovuti alla burocrazia e a forni crematori difettosi. A Roma, attualmente occorrono fino a tre mesi prima che una bara possa essere cremata a Prima Porta. Devono poi passare altre settimane prima che l’urna possa finalmente essere sepolta. «La situazione non è migliore nel capoluogo della Sicilia». A Palermo, invece, il forno crematorio è difettoso da più di un anno e non è possibile costruirne un secondo, già progettato, perché manca il necessario collegamento del nuovo edificio alla rete fognaria.

 

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