Protesta dei ristoratori senza spazi all’aperto: “Noi discriminati”

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Protesta dei ristoratori senza spazi all’aperto: “Noi discriminati”

Hanno scelto piazza Sette Settembre i ristoratori "discriminati" che non sono riusciti a riaprire al pubblico perchè non hanno spazi all'aperto. La lo

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Hanno scelto piazza Sette Settembre i ristoratori “discriminati” che non sono riusciti a riaprire al pubblico perchè non hanno spazi all’aperto. La loro protesta, organizzata dal Consorzio Toledo Spaccanapoli, è nata con una serie di messaggini sul telefono. E’ stata una protesta simbolica dei ristoratori senza spazi esterni per portare alla luce il loro problema

RISTORATORI DISCRIMINATI

Secondo le disposizioni dell’ultimo decreto sono tante le attività che continuano a vedere preclusa la possibilità di riaprire. Intere famiglie, e di conseguenza le famiglie dei loro dipendenti, sono  oramai allo stremo. Senza incassare da oltre un anno  chiedono di rivedere il regolamento e di dare la possibilità, in sicurezza e anche a numero ridotto di sedute, di tornare a lavorare.

Tra i manifestanti le piccole taverne storiche del cuore di Napoli. Tra queste La taverna del Buongustaio, un piccolo ritrovo culinario per amanti della cucina partenopea. Uno spazio piccolo e accogliente senza sbocchi all’esterno che da oltre un anno non fa incassi causa Covid. Per la Taverna, così come per tanti altri locali, è davvero difficile immaginare un futuro lavorativo in queste condizioni.

DA GIUGNO POTRANNO OSPITARE AL CHIUSO I CLIENTI

Occorrerà attendere il primo giugno, sempre con nuove linee guida, per potere mangiare al chiuso, ma solo se i dati resteranno in calo. Questo quanto deciso da Draghi nel mese di Aprile. Apertura, ma solo a pranzo.

 

 

 

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