I costi del servizio sono aumentati e la conseguenza è un nuovo incre …

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Un aumento dei costi del servizio della gestione dei rifiuti di Asia di nove milioni dal 2019 al 2020, ovvero 241 milioni rispetto a 232 dell’anno precedente. Questo il provvedimento che potrebbe portare a un aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, per i cittadini appartenenti al Comune di Napoli ma, a causa della mancata approvazione del piano economico finanziario del 2020 da parte del Consiglio Comunale porterà questo aumento con ogni probabilità a essere contenuto nella tassazione 2022. Bisognerà però conteggiare una ulteriore spesa: All’amministrazione comunale spetta infatti il recupero di altri 370mila euro, un adeguamento frutto dell’applicazione del nuovo metodo tariffario dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, relativo al periodo 2018-2022. Allo stato attuale le utenze nella città di Napoli, di utenze domestiche, sono 353mila mentre non domestiche sono 58mila, l’aumento quindi dovrebbe essere all’incirca di 20 euro per le famiglie e 81 per le attività commerciali, anche se in alcuni casi il conguaglio potrebbe arrivare anche a 100. Una nuova spesa per i cittadini napoletani, che già pagano il maggior tributo alla gestione dei rifiuti tra le grandi città italiane, che sarà foriero di polemiche con la nuova giunta, frutto del risultato elettorale del 3 e 4 ottobre, che sarà chiamata a gestire la cosa. Intanto la Tari 2021 come spiegato dal Comune di Napoli viene pagata in due tranche, dapprima del 75% e poi del 25 con la possibilità, già trascorsa, di poterla versare in una unica soluzione entro il 30 luglio 2021, oppure in tre entro il 15 luglio, il 15 settembre e il 15 novembre, mentre il restante 25% dovrà essere versato entro il 28 febbraio 2022.

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