Vent’anni dall’11 Settembre in un mondo che non cambia

L’11 settembre 2001 alle ore 8e46 il volo American Airlines 11, un Boeing 767, si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center. Fu l’inizio di una serie di attacchi terroristici compiuti dal gruppo jihadista Al Qaida e che colpirono la Torre Sud del centro del commercio mondiale di New York e il Pentagono, sede della difesa americana in Virginia, mentre un quarto aereo, fu fatto cadere dai dirottatori in Pennsylvania dopo una rivolta dei passeggeri. Nella serie di attentati morirono 2977 persone più 19 dirottatori. Un tributo di sangue immane per la città di New York e gli altri luoghi, che cambiò per sempre le sorti del mondo. Da lì a poco, il 7 ottobre, l’America dichiarò guerra al regime talebano in Aghanistan, inizio di un’ampia strategia antiterroristica che portò dopo qualche anno al conflitto con l’Iraq di Saddam Hussein e a una instabilità che ancora si ripercuote sull’Occidente e sul mondo arabo islamico. Due visioni del mondo, l’imperialismo convinto di esportare i valori liberali, e il fanatismo religioso e sanguinario, che nel corso di venti anni ha provocato migliaia di vittime, civili e militari, senza risultati concreti di pacificazione e le scene di queste ultime settimane, dei civili afghani caduti dai carrelli degli aeroplani in fuga da Kabul, macabramente riprendono quelle dell’11 settembre 2001 di chi, per sfuggire alle fiamme delle Torri Gemelle, si lanciò in aria.

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