Green Pass, le regole per le aziende

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Mascherine obbligatorie, aerazione continua e, laddove necessario, l’uso dei separatori di plexiglass. Le misure di contenimento del virus nei luoghi di lavoro resteranno le stesse: questa la posizione del Ministero della Salute e del Comitato tecnico scientifico in vista dell’introduzione annunciata del Green Pass obbligatorio per i dipendenti della Pubblica amministrazione e per quelli del settore privato, oltre ai lavoratori dei settori già interessati dal certificato verde per la clientela come i trasporti a lunga percorrenza, ristorazione e bar al chiuso, stadi e palestre, luoghi dello spettacolo e altre attività. All’orizzonte c’è anche il ritorno massiccio in ufficio e nei luoghi di lavoro, senza più il ricorso allo smart working. Ministero e Comitato tecnico scientifico insistono molto sulle misure necessarie per ridurre la circolazione del virus, più forte nei luoghi al chiuso. Al personale nelle fabbriche, nelle imprese e negli uffici sarà richiesto di indossare la mascherina e di mantenere il metro di distanza: se non sarà possibile, si dovrà provvedere con i separatori in plexiglass. Tali misure, assieme a quella per il ricambio dell’aria, dovranno essere adottate al di là dei singoli protocolli sottoscritti con le rappresentanze sindacali. Il governo e il Comitato tecnico scientifico accelerano sul tema in vista della mancata prosecuzione dello smart working. Si vuole così scongiurare il rischio di contagio per i lavoratori non coperti dal vaccino e dotati di Green Pass attraverso un test antigenico. L’immunizzazione, inoltre, garantisce una copertura alta contro il virus, ma non al cento per cento. Questi i motivi alla base di mascherine e altre misure. Il governo conferma in ogni caso l’estensione del Green Pass.

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