Bimbo precipitato a Napoli, fermato il domestico

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Un pellegrinaggio silenzioso a via Foria a Napoli, nel luogo dove ha trovato la morte il piccolo Samuele, precipitato nella mattinata di venerdì dalla casa in cui viveva al terzo piano di uno stabile. Intanto nuove novità sono emerse sul fronte delle indagini. La polizia, su delega della Procura di Napoli, ha fermato Mariano Cannio, 38 anni: l’uomo è ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio del piccolo. Secondo le prime notizie Cannio avrebbe svolto l’attività di domestico presso la famiglia del piccolo Samuele, e soffrirebbe di disturbi psichici. Il provvedimento è sottoposto al giudizio di convalida del Giudice. Sull’episodio è stata aperta un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli con il sequestro della salma. Subito dopo la tragedia, gli agenti della Polizia e gli uomini della Scientifica hanno eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto e soprattutto chi fosse presente in casa in quel momento, a partire dalla madre del piccolo, all’ottavo mese di gravidanza. Il padre era invece a lavoro, proprio sotto casa. Testimoni e vicini sono ancora increduli per quanto accaduto, hanno raccontato di aver sentito un tonfo improvviso e poi un grido disperato. Il 118 e gli agenti di polizia sono arrivati immediatamente. Ma all’ospedale Pellegrini, dove Samuele è stato trasportato, si è potuto soltanto accertare il decesso dopo un volo di oltre dieci metri. Quasi un centinaio di parenti e di conoscenti della famiglia si sono fermati nel cortile del nosocomio di Montesanto. Un presidio composto, toccato da un profondo dolore. Tanti i messaggi di solidarietà e di cordoglio. Si attendono adesso gli sviluppi dell’inchiesta.

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