Manifesti blasfemi a Napoli, arte o altro?

Sembrano normali manifesti pubblicitari, ma al posto dei tradizionali slogan recitano parodie con frasi blasfeme e bestemmie. I poster sui generis sono comparsi a Napoli da tre giorni, negli spazi comunali e non solo, in più zone del centro storico e di quartieri residenziali: piazza Dante, via Salvator Rosa, via Crispi e altre ancora. Le immagini richiamano pubblicità di note bevande, campagne di partiti politici e personaggi dei fumetti. Ma finiscono sotto accusa per i loro contenuti. E alcune installazioni non sono distanti da scuole e da luoghi di culto. Tra i cittadini montano l’incredulità e lo scalpore, ma anche indignazione e la più netta disapprovazione. L’iniziativa di street art, o per meglio dire di subvertising, è stata condotta senza autorizzazioni da un collettivo di artisti, tra cui Ceffon, Illustre Feccia e DoubleWhy. Il gruppo non è nuovo a questo tipo di interventi, realizzati nelle città dove si trovano ospiti per esposizioni. In passato, ad esempio, lo hanno fatto a Roma. Una mostra delle loro opere è in corso al Pan, fino al 30 settembre, per “Ceci n’est pas un blasphème”, il festival delle arti per la libertà d’espressione contro la censura religiosa. Le installazioni del collettivo sposano una campagna nazionale attiva da anni per chiedere l’abolizione del reato di blasfemia come fonte di censura e di controllo della libertà d’espressione. “Ceci n’est pas un blasphème” sposa questa campagna, ma la direttrice artistica Emanuela Marmo spiega però che il festival non c’entra niente con le affissioni.

Potrebbe interessarti

https://www.sicomunicazione.it/2021/09/20/manifesti-blasfemi-a-napoli-arte-o-altro/

Scelti per te

In evidenza

Commenti

Gli articoli più letti