Emergenza criminalità: le forze dell’ordine lanciano l’al …

Le forze dell’ordine lanciano un allarme dopo l’ordigno esploso in via Luigi Piscettaro a Ponticelli, a pochi metri dall’abitazione del boss Marco De Micco. Si teme una recrudescenza degli scontri tra clan rivali con il coinvolgimento a catena degli altri quartieri della zona orientale. La bomba ha causato il lieve ferimento per l’esplosione di una vetrata di una madre con il figlio 14 anni. L’episodio viene descritto come un atto intimidatorio per frenare le mire espansionistiche dei De Micco, sodalizio conosciuto anche con il nome “Bodo”. Di recente scarcerato, De Micco avrebbe ripreso in mano le fila del clan alleato con i De Martino del rione Fiat. Di contro ci sono i Minichini-De Luca Bossa del lotto Zero: una rivalità storica con i De Micco, già sfociata in passato in una faida.

Questi i motivi che portano l’alleanza a essere la principale sospettata dell’ordigno, tecnica già utilizzata in precedenti attentati contro i De Martino. La scorsa primavera, un commando provò a colpire i rivali con il tentativo di lancio di una bomba da un cavalcavia, ma l’onda d’urto fermò l’auto degli attentatori. Da allora, non si è fermato il lavoro di inquirenti e forze dell’ordine. Di pochi giorni fa, cinque arresti di esponenti ritenuti vicino al clan. Ma sull’ordigno di via Piscettaro c’è anche l’ipotesi del gruppo D’Amico, del parco Conocal, nemici storici dei Bodo. Anche dalla politica arrivano appelli sul pericolo di una faida per il controllo del territorio a Napoli Est.

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