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Napoli si mobilita per l’accoglienza, la storia di Alina

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Decine di profughi saranno accolti nelle prossime ore presso l'edificio-albergo dell'Ospedale del Mare in 168 ospitate

di Teresio Costa

Decine di profughi saranno accolti nelle prossime ore presso l’edificio-albergo dell’Ospedale del Mare.168 le persone ospitate, ai quali sarà garantita l’assistenza di prima necessità e l’assistenza sanitaria.

“Prevediamo che il Comune di Napoli rappresenti il luogo dove arriverà la maggior parte degli ucraini che vorranno arrivare in Campania” ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi, al termine della riunione in prefettura dedicata proprio all’accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra.
Ci si aspetta, vista anche la presenza “sui nostri territori” di una “comunità ucraina costituita da decine di migliaia di persone”, che “anche l’afflusso per i ricongiungimenti possa essere molto ampio”.

La decisione del Prefetto

Napoli con l’assessorato alle politiche sociali coordinerà l’accoglienza. I profughi saranno dislocati in diverse strutture come ad esempio la struttura comunale di Marechiaro (55 posti) e i Cas di Napoli (40 posti), Benevento (30 posti), Salerno (31 posti), Caserta (50 posti), Avellino (30 posti) ai quali si aggiungono la disponibilità della Croce Rossa per 25 posti, e altre realtà più piccole (altre se ne stanno aggiungendo man mano) quali Casa di Tonia e Fondazione Massimo Leone e tanti privati.

In tanti possono dare una mano

E’ inoltre online sul sito del Comune di Napoli, un form utile per accogliere la disponibilità di associazioni, residenti e professionisti utile a fornire aiuti concreti alla popolazione ucraina in difficoltà (https://www.comune.napoli.it/aiuto-ucraina).
Si potranno mettere a disposizione alloggi privati, strutture alberghiere e extra alberghiere, posti in comunità, stanze in conventi, contribuire alla raccolta di farmaci, offrirsi come traduttori/mediatori culturali, supporto psicologico.

La storia di Alina

In viaggio per due giorni, senza sosta e senza tregua, per portare dall’Ucraina in Italia amici, parenti e sconosciuti; al sicuro, lontani dalle bombe. Un viaggio che Alina, che vive in Italia da 20 anni, sta ripetendo in queste ore, tornando in patria per portare medicine e beni di prima necessità a chi quel paese sotto attacco, ora, non lo può lasciare, come suo padre, suo cognato e i suoi fratelli, che ora sono stati arruolati. Sono giorni di lacrime e dolore, ma anche di forza, coraggio e solidarietà per Napoli, città che ospita una delle più grandi comunità ucraine dell’intero paese. Alina ci racconta che chi vuole fuggire dalle bombe scappa prima in Polonia: solo allora possono essere portati al sicuro.

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