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Esami salvavita, la Cisl propone il Cup Unico pomeridiano

Lorenzo Medici leader della Cisl Funzione Pubblica attacca la decisione della Giunta che ancora una volta ha cambiato idea

“Fermi tutti e ricominciamo daccapo a sfogliare la margherita. Oggi si paga o no? C’è poco da fare. In questa regione la condanna per i cittadini che hanno bisogno di accertamenti e cure è atavica, perché i papocchi sui tetti di spesa nella sanità in Campania non finiscono mai”.

Lorenzo Medici, leader della Cisl Funzione Pubblica, attacca la decisione della Giunta che ancora una volta ha cambiato idea stabilendo che i livelli massimi della spesa saranno ogni mese per strutture, non più per branche, e quindi senza tener conto del fabbisogno reale. “Per la serie – dice Medici – chi prima arriva frega gli altri, a prescindere dal tipo di patologia e dalla priorità delle urgenze. Le lobby evidentemente incidono molto più delle parti sociali, che non vengono ascoltate perché disturbano il manovratore. Addirittura la Giunta scrive che i punti di offerta delle prestazioni sono quasi uguali tra le strutture pubbliche e quelle private, ma queste ultime hanno una percentuale di erogazione altissima, pari all’85% a fronte del 15% delle prime, con uno squilibrio che non accade nelle altre regioni.”

Le scelte del passato

La scelta di fissare gli stanziamenti a 30 giorni per gli esami di diagnostica ambulatoriale era stata fatta per evitare che puntualmente tra luglio e settembre venisse coperta la disponibilità finanziaria e si passasse all’assistenza indiretta, con pesanti conseguenze per le persone che, non potendo pagare una analisi o un accertamento, si trovavano costrette a rinviarli all’anno successivo. Poi venne individuata la strada della “mensilizzazione”, ma evidentemente neanche questa ha soddisfatto le attese.  Ora la giostra è ricominciata.

La delibera 215

“La delibera 215 – sottolinea il segretario generale della FP – con cui vengono assegnati per l’esercizio 2022 i volumi massimi di prestazioni e i correlati limiti di spesa alle strutture sanitarie private accreditate per l’assistenza specialistica ambulatoriale serve ancora una volta a mascherare le deficienze legate al mancato rilevamento degli standard, che vennero definiti da un commissario ad acta nominato dal Consiglio di Stato, con oneri pesanti per i cittadini. Chiediamo che ci sia un Cup unico regionale per prenotare esami salvavita presso le strutture pubbliche, così il cittadino sa dove può andare a farli, e di reinternalizzare le prestazioni con aperture pomeridiane. E’ questo – conclude Medici – che dovrebbe fare la politica, in particolare chi occupa ruoli istituzionali di governo pro-tempore. Perché non lo fa?”

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