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Omicidio a Melito, in manette un collaboratore della vittima

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Ormai parrebbe ufficiale: il responsabile della morte di Marcello Toscano avrebbe un nome e un volto. Il presunto aggressore conosceva la sua vittima e, a quanto pare, lavorava anche nella stessa scuola in cui il 64enne insegnava.

Le indagini e l’arresto

I Carabinieri della Compagnia di Marano, stanotte, hanno fermato un 54enne del posto, sospettato di essere il responsabile dell’omicidio di Toscano. Si tratterebbe di un bidello di servizio presso la stessa scuola media Guarano, il cui arresto, ora, è stato confermato anche dalla Procura di Napoli Nord.

Le indagini, partite nel momento stesso in cui era stato ritrovato il corpo senza vita della vittima, hanno visto gli agenti della locale stazione fare tutto il possibile già dal primissimo istante: interrogati i collaboratori dell’insegnante, i Carabinieri avrebbero ispezionato le riprese delle telecamere di videosorveglianza sul posto.

Il 54enne, sospettato di aver commesso l’atrocità, sarebbe stato oggetto di indagini ancora più approfondite, secondo quanto riportato dal comunicato della Procura. A corroborare l’ipotesi investigativa, i risultati dei test eseguiti su alcuni indumenti sequestrati in casa dell’uomo, sui quali ci sarebbero state ancora tracce dell’omicidio.

Il presunto movente del gesto efferato

Poco o nulla, fino a poco fa, si supponeva su cosa avrebbe potuto motivare l’efferatezza del gesto compiuto dal bidello dell’istituto. Poco fa, i primi sbilanciamenti. Alla base dell’aggressione ci sarebbe stato, probabilmente, un prestito non restituito. Motivi di carattere economico, insomma, anche se non è ancora chiaro chi avrebbe prestato il denaro a chi. Ciò che emerge, al netto di tutto, è una profonda irrequietezza sociale: un’instabilità che, se intaccata anche solo minimamente, rischia di mettere in moto eventi che possono facilmente degenerare.

A Poggioreale in attesa della sentenza

Il comunicato ufficiale della Procura, in ogni caso, parla chiaro: il 54enne sarebbe in carcere come principale sospettato dell’omicidio di un suo collaboratore all’interno dello stesso plesso scolastico presso cui entrambi lavoravano.

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