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Sicurezza e immigrazione in Prefettura con il ministro Piantedosi

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Vertice in Prefettura, a Napoli, per parlare di sicurezza alla luce dei recenti fatti di cronaca avvenuti sul territorio. All’appuntamento, assieme al prefetto Palomba, al questore Giuliano, al sindaco Manfredi e alle altre cariche partenopee, anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

L’intensa riunione per discutere di sicurezza in città

“Sono venuto per ascoltare”. Così ha dato il via al suo intervento il ministro dell’Interno del Governo Meloni, Matteo Piantedosi, intervenuto per la prima volta in città per un vertice sulla sicurezza e sull’ordine pubblico in Prefettura. “Sono voluto partire dalle aree metropolitane del Paese che hanno problemi in comune. Abbiamo parlato dei fenomeni di Napoli, della ripartenza della città che vive 12 mesi all’anno di turismo. Rispetto alle decine di unità c’è ne saranno altre 45, ma non è questo il tema. Il tema è rivedere metodologie“.

All’attenzione del ministro non è sfuggita la questione del crescente tasso di criminalità, specialmente tra i più giovani. “Qui c’è forte il tema della criminalità giovanile. Fenomeni molto gravi che qui vengono affrontati con grande abnegazione e ne devo dare atto”. Così il ministro Piantedosi ha presentato ai presenti il nuovo piano per la videosorveglianza in città, aggiungendo l’invio di rinforzi per aumentare il pattugliamento delle strade e l’attività di controllo sul suolo partenopeo.

Le parole del ministro sui migranti

In sede di conferenza stampa, il ministro ha anche anticipato alcuni dettagli della prossima proposta di governo in tema di immigrazione, proposta che si stima dovrebbe arrivare all’Unione il mese prossimo. “L’Italia è riuscita a ottenere che questo argomento che veniva un po’ troppo sottaciuto in Europa tornasse a ottenere la giusta attenzione. Il piano che presenteremo ruota attorno al fatto che ogni azione di fermezza nel respingere i traffici illegali debba essere bilanciata con azioni costruttive sulla lunga distanza”.

Nel caso specifico, il ministro Piantedosi fa poi luce su quali sarebbero queste azioni: “Flussi d’ingresso legali, corridoi umanitari: siamo uno dei pochi paesi, se non l’unico in Europa, ad attuarne da sempre, per questo dico che non abbiamo lezioni da imparare da altri. Questo sarà il contraltare delle azioni di fermezza che metteremo in campo”. “Il sogno migratorio dei giovani provenienti dall’Africa”, ha poi concluso il ministro, “lo dobbiamo gestire noi assieme ai paesi da cui provengono, non certo i trafficanti: penso che su questo possiamo essere tutti d’accordo”.

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