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Terremoto dell’Irpinia: 42 anni dopo il sisma che ha cambiato il Sud

anniversario terremoto dell'irpinia

L’orologio segnava le 19:34 quando, in una calda domenica sera, la terra tremò, nell’avellinese, e finì per inghiottire case, scuole e ospedali, portandosi via quasi 3mila anime. Sono passati 42 anni da quel 23 novembre del 1980, ma il ricordo del terremoto dell’Irpinia non è mai svanito.

Un disastro che ha segnato la storia

La scossa di terremoto, di magnitudo 6.9, andò avanti per poco più di un minuto, devastando decine di comuni tra l’Irpinia e il salernitano. 10mila il conto dei feriti, 280 gli sfollati e quasi 3mila i morti: un bilancio terribile, tale da segnare la storia dell’intero paese e del Meridione, oggi divisa tra pre- e post- sisma. “Il terremoto dell’Irpinia ha sancito un prima e un dopo in protezione civile”, ha commentato questa mattina il Direttore Generale della Protezione Civile campana, Italo Giulivo.

“Quello dell’80 fu un disastro epocale per potenza distruttiva, un sisma che distrusse un territorio grande quanto il Belgio, investendo l’Irpinia, la Campania e tutta la Basilicata. Si innescarono frane sismo-indotte che bloccarono la mobilità. Saltarono linee elettriche, ferroviarie e telefoniche. Da quel momento, grazie soprattutto all’opera di Zamberletti, si mise in moto quel virtuoso processo che ha portato alla moderna protezione civile di cui è padre fondatore. Strutturata come sistema complessivo, basata sulla previsione e prevenzione, oltre che sull’azione in emergenza. Il nostro pensiero va alle vittime, il nostro abbraccio a chi ha vissuto il lutto o ha perso la propria casa”.

Il futuro del Meridione post-sisma

Il terremoto vide anche lo Stato attivarsi subito con l’erogazione di fondi pubblici grazie all’emanazione della Legge 219 del 1981 e la Legge 32 del 1992 che stanziarono fondi per la ricostruzione del tessuto economico, urbano e sociale del Mezzogiorno d’Italia devastato dalla furia del sisma. La ricostruzione, però, fu interessata da continue inchieste giudiziarie e ritardi che sono continuati fino ad oggi. Nel 2022, infatti, a 42 anni dal terremoto, in molti comuni campani la ricostruzione delle opere di edilizia pubblica e privata sono ancora a metà.

Mentre il capitolo ricostruzione resta infinito, il direttore della Protezione Civile campana Giulivo invita all’attenzione per evitare il ripetersi di tragedie simili. “Il terremoto non si può fermare”, sottolinea Giulivo, “ma possiamo abbassare il rischio per la vita umana prendendo coscienza, costruendo case sicure, adeguando quelle esistenti e assumendo atteggiamenti consapevoli”.

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