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Il Museo archeologico di Stabia si rifà il look

Il Museo archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”  presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia si amplia. Da oggi, gli ambienti del palazzo reale destinati a museo e depositi dei numerosi reperti provenienti dalle ville del territorio stabiese, saranno chiusi al pubblico per interventi di ampliamento e valorizzazione. Un concept innovativo interesserà i depositi, al fine di renderli sempre più non solo luoghi di conservazione ma anche di fruizione e ricerca, mentre il percorso di visita museale sarà arricchito di ulteriori reperti, approfondimenti e strumenti multimediali.

Previsto uno spazio dedicato al Doriforo, oggi negli Usa

Previsto nel nuovo allestimento anche uno spazio per il Doriforo di Stabia, la statua di eccezionale qualità oggi al Minneapolis Institute of Art dopo una lunga e travagliata vicenda, ma recentemente oggetto di una richiesta di restituzione da parte dell’Italia, dato che la provenienza stabiese sembra accertata. 

Coinvolta anche l’Università di Napoli Federico II

Il progetto di valorizzazione è a cura del Direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel e di Maria Rispoli, responsabile del Museo, in collaborazione con la Scuola Superiore Meridionale Università Federico II di Napoli. 

Ottomila reperti su 400 metri quadrati

I depositi archeologici, distribuiti su una superficie di circa 400 metri quadrati, un tempo destinati alle scuderie reali e a locali di servizio, ospiteranno circa ottomila reperti provenienti dagli scavi effettuati negli anni Cinquanta dal preside D’Orsi presso l’antica Stabiae.  Gli ambienti, accessibili al pubblico, sono stati progettati dall’architetto Lorenzo Greppi come spazi di lavoro e di fruizione, luoghi di conservazione e di ricerca: postazioni di lavoro “ibride”, adatte alla consultazione, allo studio, all’esame dei reperti con scaffalature, cassettiere, rastrelliere porta-affreschi, un laboratorio di pronto intervento per il restauro, touch screen per la consultazione digitale dei reperti. 

Allo studio nuovi percorsi didattici

Il percorso esistente del Museo archeologico sarà invece arricchito da presidi didattici e da strumenti multimediali con focus di approfondimento sul territorio dell’antica Stabia e sull’ager stabianus, sulle direttrici commerciali e sulle traiettorie segnate dai luoghi di culto. 

L’elemento nuovo è rappresentato dall’apertura del museo al paesaggio: sarà indagato il rapporto dialettico tra quest’ultimo e le ville marittime del pianoro di Varano.

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