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Napoli, troppe armi in giro: stese e aggressioni nel weekend

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L’ennesimo fine settimana si è concluso, consegnando a Napoli e ai suoi residenti un nuovo salatissimo conto da pagare. Spari a Secondigliano e a piazza del Plebiscito e un 15enne accoltellato in centro storico a due passi da via Monteoliveto.

Weekend di violenza a Napoli. Borrelli, “Troppe armi in giro”

Sabato, due adolescenti hanno litigato in centro storico, a Napoli, a due passi da via Monteoliveto. Fuori a un famoso locale della movida, un 13enne – dopo parole, offese e spintoni – avrebbe estratto un coltello e ferito all’addome il suo avversario, di due anni più grande di lui. Tra loro non correva buon sangue e, qualcosa, quella sera, deve aver riacceso i rancori. Colpi d’arma da fuoco, invece, sono stati sentiti nei pressi di piazza del Plebiscito, la mattina successiva. La presunta stesa, tra via Nuova Pizzofalcone e via Gennaro Serra, nelle immediate vicinanze della Prefettura partenopea. Non si è salvata la periferia, con un’altra stesa, avvenuta invece in via della Liguria, a Secondigliano. Un’auto è stata data alle fiamme e ben 13 bossoli sono stati ritrovati, refertati e sequestrati dagli investigatori.

“Continua ad agire senza alcun freno la malavita a manifestare la sua presenza seguendo i suoi codici criminali. Si spara in aria e a caso come se si lanciassero coriandoli: è pura follia“. Così ha commentato la lunga sequela di fatti criminali il deputato dell’Alleanza Sinistra-Verdi, Francesco Emilio Borrelli sui social. “A due passi da Piazza del Plebiscito e dalla Prefettura, la sparatoria poteva trasformarsi in una tragedia, dato che qualche proiettile vagante avrebbe potuto colpire innocenti. Assistiamo ad una continua escalation criminale, forse perché vacillano gli equilibri tra clan. Gli ultimi episodi lo dimostrano, i territori sono terra di nessuno dove vige la legge di chi vuole imporre la propria egemonia. Siamo a un passo dal baratro”, analizza Borrelli, invitando lo Stato a far sentire la sua presenza con forza. “C’è urgenza di riportare nei quartieri del centro quanto in periferia una condizione di vivibilità e tranquillità. Basta rischiare di morire anche mentre si mangia un gelato al bar come accaduto di recente a Sant’Anastasia, basta mettere a rischio la vita degli innocenti. Troppe armi girano a disposizione di cervelli malati e criminali“.

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