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Napoli, è stangata sulla Tari. Guerra fredda Manfredi-De Magistris

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guerra fredda tra manfredi e de magistris dopo aumento tari

Nella riunione del Consiglio comunale di ieri è stata approvata a maggioranza la delibera sull’aggiornamento annuale delle tariffe Tari, destinate a coprire il costo del servizio di raccolta, gestione e smaltimento e spazzamento dei rifiuti urbani – a esclusione dei rifiuti speciali. Dal 13 al 22,5% in più. Nelle ore successive, la guerra fredda tra il sindaco Manfredi e l’ex primo cittadino De Magistris.

Aumenta la Tari ed è guerra fredda tra Manfredi e De Magistris

25 i voti favorevoli. Contrari, invece, i consiglieri di Forza Italia e quelli del Gruppo Misto, Alessandra Clemente e Toti Lange. Subito dopo la riunione del Consiglio, l’inquilino di Palazzo San Giacomo ha subito difeso la sua posizione. “In passato, se si fosse agito con verità, non avremmo trovato una città con 5 miliardi di debiti, ma in equilibrio finanziario“. Questo l’attacco di Manfredi al suo predecessore, Luigi De Magistris. “Nel 2020”, ha continuato il sindaco, “la base imponibile comunicata dal Comune era gonfiata con cittadini defunti o aziende cessate. Gonfiando la base imponibile, in passato si è riuscito a mantenere la tariffa bassa. Il Comune ha dovuto ridurre la base imponibile a causa di una diffida di eliminare l’utenza fittizia. Per quanto riguarda l’azienda Asìa, al momento dell’insediamento dell’attuale giunta, erano presenti meno di 2mila spazzini con personale anziano, con una forte esternalizzazione”.

All’indomani di queste accuse, l’ex primo cittadino di Napoli ha risposto al suo successore, additando Gaetano Manfredi come bugiardo. “Il sindaco Manfredi e la sua maggioranza aumentano anche la Tari ai napoletani. Però, salendo sulla cattedra dell’inganno, Manfredi scarica le colpe sull’amministrazione comunale che non ha saputo fare i calcoli nel passato”. De Magistris continua e rincara la dose, sottolineando come il sindaco sia furbo e “i calcoli, quando gli conviene, li sa fare”. “Appena si è insediato ha avuto i soldi che spettavano alla città grazie alle nostre lotte e che a noi dolosamente non hanno dato perché eravamo persone libere e autonome e fuori dal sistema e che gli sono serviti invece a lui per triplicarsi lo stipendio. Ai napoletani aumenta le tasse mentre lui si gonfia il portafoglio”.

Quindi, la stangata finale, l’affondo diretto di De Magistris ai danni del primo cittadino partenopeo. “Per giustificare l’aumento delle tasse se la prende poi con chi evade le tasse. Ha dimenticato di dire, e qui il naso gli diventa ancora più lungo, che il primo evasore pubblico, debitore del comune di Napoli, era per circa 40 milioni di euro l’università ai tempi di Manfredi Rettore. Ma Manfredi si è premiato e assolto da solo, tanto che per diversi professori della “sua università” Palazzo San Giacomo è divenuta la succursale dell’università. E’ lo stesso che da ministro dell’università ha operato non per aiutare Napoli, ma per contribuire a cercare di farla fallire, ma abbiamo resistito, per poi prendersi i soldi quando è divenuto sindaco”.

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