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Tiktoker trash: il siparietto fa infuriare Nessuno tocchi Ippocrate

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Lo chiamano il Grande Fratello trash, o anche la Casa dei tiktoker napoletani, forse qualcuno non senza un filo di disprezzo. I numeri totalizzati fino a questo momento da La Casa dei Figli di Mouse, però, testimoniano come, nel bene e nel male, l’importante è che se ne parli. I primi episodi della nuova serie trasmessa sui social, infatti, hanno raggiunto su YouTube quasi mezzo milione di visualizzazioni, con il solo primo episodio quasi a quota 300mila click. Non mancano, però, le critiche, anche feroci, allo show come quella fatta da Nessuno tocchi Ippocrate. L’associazione di categoria, infatti, si è subito schierata contro la trasmissione, denunciando un episodio gravissimo di abuso dell’immagine dei sanitari. “Siamo diventati una categoria zimbello: siamo stanchi!”, dicono.

Il siparietto trash con Rita De Crescenzo e Laura La Divina

“In questi giorni sta andando in onda una sorta di “Grande fratello partenopeo” dal nome “la Casa dei Figli di Mouse” che vede come protagonisti dei tiktoker trash”, racconta Nessuno tocchi Ippocrate. “In occasione di una diretta si vedono entrare due operatori del 118, con tanto di barella autocaricante, che portano via una donna trans, Laura la divina, simulando una rottura di acque tra l’ilarità e lo scherno di tutta l’allegra compagnia”. Una situazione già di per sé discutibile, se non fosse stato per il dettaglio. “Uno di questi operatori indossa una divisa di Bourelly Group”, società ambulanze che per anni ha gestito il 118 di Napoli e provincia.

“Siamo convinti che i titolari sono allo scuro di questo scempio, anzi li invitiamo a denunciare gli autori di questo programma per lesione di immagine”, denuncia l’associazione. Poi, l’affondo. “Per il resto non ci sono commenti, siamo diventati una categoria “zimbello”, da usare all’occorrenza per scene a sfondo erotico o per siparietti trash”, dicono. “Siamo stanchi! Perche queste persone non si permettono di usare una divisa dei carabinieri per le loro pantomime? La risposta è semplice; numero uno perché il siparietto diventerebbe troppo realistico data la caratura dei personaggi, numero due perché è vietato! Con la salute non si scherza!”.

“Stiamo valutando azioni legali”

Si è pronunciato sul caso anche il CEO della Bourelly Group, Guido Bourelly, dopo la segnalazione sporta da Nessuno tocchi Ippocrate. “I soccorritori ritratti nel video non è personale appartenente alla nostra azienda”, ha commentato Bourelly, ricordando come in giro per l’Italia ci siano circa 1500 divise del gruppo che non sono state mai più restituite. “Evidentemente qualcuno le ha usate per girare questa scena”, l’ipotesi del CEO, che ha poi aggiungo: “Stiamo valutando con i nostri legali eventuali azioni”.

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