“Ormai è evidente: l’Italia non è più un paese democratico”. Sono volutamente provocatorie le parole con cui si apre il comunicato degli attivisti del Laboratorio Insurgencia a sostegno dell’Askatasuna. Lo sgombero del presidio culturale e militante di Torino arriva a poco meno di sei mesi esatti da quello del Leoncavallo di Milano. La stretta del Governo nei confronti degli spazi sociali non si limita al solo nord. A Bari va avanti il progetto comunale relativo all’ex Caserma Rossani, a Catania quello dell’amministrazione locale relativo alla palestra Lupo. A Napoli, intanto, sono a rischio il Carlo Giuliani e il Gridas.
Alla vigilia della due giorni di dibattiti “Quale futuro per la nostra democrazia?” in programma all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, attiviste e attivisti di Insurgencia solidarizzano con i compagni dei centri sotto attacco. “Noi crediamo che difendere i centri sociali, i collettivi, le realtà di base voglia dire difendere la democrazia. Se cadono queste realtà, le nostre città prima ed il paese poi sprofonderanno in un abisso che aprirà la strada a politiche ancora più autoritarie ed opprimenti”, concludono nella loro nota.
Solidarietà all’Askatasuna anche dall’Ex OPG Je so’ Pazzo
Vicinanza alle attiviste e agli attivisti torinesi è arrivata anche dall’Ex OPG Je so’ Pazzo di Napoli. “Gli attacchi agli spazi sociali mostrano chiaramente la volontà di intimidire chi lotta da tempo, chi ha appena iniziato o chi ha intenzione di farlo. Su questo, però, una cosa possiamo dirla con certezza: non ci riescono e non ci riusciranno mai. Lo hanno dimostrato le piazze degli ultimi anni in solidarietà al popolo palestinese. Lo dimostra il presidio che, questa mattina, appena appresa la notizia dello sgombero, si è presentato più determinato che mai alle porte dell’Askatasuna, nella consapevolezza che difendere quel luogo significa difendere ciò che rappresenta: la volontà, ancora viva in tante e tanti di noi, di lottare per un mondo più giusto e migliore”.
L’analisi proposto in una nota stampa firmata dall’Ex OPG attacca in maniera diretta il governo. “Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi già festeggia sornione un’altra grande “vittoria”. Un atteggiamento perfettamente coerente con la politica portata avanti dal governo: aumento della repressione e totale restringimento dello spazio democratico. In un quadro del genere ci si aspetterebbe che l’opposizione si facesse sentire più che mai, e invece no. Si strumentalizzano episodi di piazza, si evita accuratamente di prendere posizione su temi fondamentali”.
“Scandalosa”, dicono, “è la posizione del sindaco di Torino, del PD, che di fronte a un’azione violenta fortemente voluta dal governo ai danni dell’Askatasuna e alla sua responsabilità di difendere quello spazio è stato evanescente. “Il patto è cessato”, ha risposto, riferendosi a quando la Giunta comunale di Torino, lo scorso 18 marzo, aveva approvato il rinnovo del patto di collaborazione per la trasformazione del centro sociale Askatasuna in bene comune, recependo anche la mozione che ne riconosceva il carattere democratico e il ripudio di ogni forma di violenza e razzismo”. L’Askatasuna, insomma, era stato riconfermato bene comune, ma questo non sembrerebbe aver fermato la volontà di agire contro di esso.
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