Una figurina per non dimenticare, realizzata in edizione limitata in 904 copie. E’ l’iniziativa presentata oggi a NAPOLI per ricordare le vittime della strage del Rapido 904 del 23 dicembre del 1984 in cui morirono 16 persone e altre 267 rimasero ferite. “La figurina della memoria è un simbolo, uno strumento – ha detto la presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime Rosaria Manzo – Fare una figurina dedicata ad una strage è un modo per trovare uno strumento per rendere più accessibile ai giovani questi argomenti. È fondamentale esserci ogni anno e le commemorazioni sono un passaggio che serve per continuare la nostra ricerca di verità”. La figurina è realizzata da ‘Figurine Forever’ e domani alle 12.15, prima nell’atrio della stazione Centrale di NAPOLI e poi al binario 11 da dove partì il rapido, si terrà la consueta cerimonia commemorativa della strage alla presenza dei familiari delle vittime e delle istituzioni. “La strage del treno 904 – ha sottolineato l’assessore alla legalità del Comune di NAPOLI, Antonio De Jesu – è stato uno degli eventi più tragici, più devastanti della storia della Repubblica e del nostro paese. In quegli anni si è realizzata una saldatura, un collegamento tra delirio terroristico e quello mafioso che si è tradotto in un attacco allo Stato democratico. Per fortuna lo Stato ha reagito però quegli anni bui rimangono una memoria che deve essere alimentata per le giovani generazioni”. “Ci apprestiamo a ricordare il 41esimo anniversario della strage – ha aggiunto la vicesindaca di Bologna Emily Marion Clancy – c’è la volontà di trovare giustizia”. Secondo il presidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese è un “dovere” delle istituzioni “non far cadere nulla nell’oblio: perché quando qualcosa cade nell’oblio arrivano il negazionismo e la banalizzazione dell’accaduto”. “La memoria di questa strage – ha aggiunto Raffaele Paudice, segretario Cgil NAPOLI e Campania – è stata sempre viva per noi della Cgil di NAPOLI. Uno degli obiettivi dei responsabili era colpire e portare scompiglio nel mondo del lavoro per limitare le libertà democratiche dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma grazie alla risposta del mondo del lavoro abbiamo sconfitto l’eversione nera”.



























