Ha sfidato il maltempo con un sorriso, Fabio Cannavaro, l’ultimo tedoforo di Napoli. È stato il campione del mondo e Pallone d’Oro 2006, ieri sera, a portare la torcia olimpica in piazza del Plebiscito. A precederlo, tanti sportivi, ma anche esponenti dell’economia cittadina, della cultura e della società civile, come Andre, membro della famiglia degli Argonauti di FOQUS, in un viaggio ripreso dai comuni dell’area orientale e proseguito per Scampia. Un tour de force che ha sfidato acqua e vento.
Napoli in festa per il passaggio della fiamma olimpica
Una grande festa, per Napoli, che vede nel passaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 un doppio motivo di celebrazione. Da un lato, l’evento avvicina la città allo spirito delle competizioni olimpiche che inizieranno a febbraio; dall’altro, anticipa l’imminente inizio dell’anno che vedrà Napoli capitale europea dello sport.
“È stata l’accensione del fuoco olimpico in una grande città di sport, ma anche di pace, visto che il simbolo del fuoco olimpico vuol dire pace. Questo è il grande augurio che mandiamo da Napoli a tutti i teatri di guerra, a tutti i popoli che oggi stanno soffrendo”. Sono state queste le parole del sindaco partenopeo Gaetano Manfredi, presente all’accensione da parte di Cannavaro del braciere olimpico al Plebiscito.
La gioia di un campione, l’emozione dei presenti che come i tedofori hanno sfidato il maltempo per essere lì, la speranza che, non solo metaforicamente, divampa e il viaggio della fiamma olimpica verso Milano-Cortina 2026 che non si arresta.
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