Prima un odore nauseabondo, poi uno scenario definito dagli stessi militari come indegno. È quanto si sono trovati davanti i Carabinieri del Nucleo CITES durante un controllo all’interno di un appartamento di Nola, dove erano detenuti numerosi animali in gravi condizioni igienico-sanitarie.
Più che uno zoo domestico, l’abitazione si presentava come un ambiente insalubre: cani, gatti, uccelli e tartarughe vivevano abbandonati tra deiezioni, sporcizia e cibo deteriorato da giorni. Molti degli animali erano in pessime condizioni di salute, con evidenti segni di sofferenza.
Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato che diversi esemplari erano privi della documentazione ufficiale necessaria a giustificarne la detenzione. Tra questi figuravano anche alcune tartarughe appartenenti a specie considerate invasive dall’Unione Europea, la cui detenzione è regolamentata da norme stringenti.
Con il supporto di medici veterinari, sono stati verificati i danni subiti dagli animali a causa delle condizioni in cui erano costretti a vivere. In particolare, alcuni volatili presentavano una diffusa perdita di piume, mentre due esemplari mostravano segni di necrosi sulle ali, compatibili con uno stato di prolungato abbandono.
Al termine dell’operazione, i Carabinieri del raggruppamento CITES, impegnati nella tutela delle specie animali e vegetali selvatiche minacciate di estinzione e nel contrasto al commercio illegale, hanno proceduto al sequestro di tre pappagalli, quattro tortore e 14 tartarughe.
Per il proprietario dell’abitazione, un 58enne, è scattata una sanzione amministrativa di 2mila euro. L’uomo è stato inoltre deferito all’autorità giudiziaria competente per le ipotesi di reato contestate.
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