La tradizione non è solo ingredienti, ricette e sapori, ma anche modi di dire, di fare e di comportarsi. Usanze vecchie, ormai desuete, che però conservano ancora oggi il loro fascino. A proporre di nuovo l’antico vezzo dell’oggi a otto, è stata la pizzeria “Napoli in bocca”, che ha sede a due passi dalla Galleria Umberto I, dal San Carlo e da piazza Municipio.
Un modo di fare antico che consiste nel lasciare il conto in sospeso per farlo saldare solo otto giorni più tardi. Insomma, prima mangi e poi ci pensi. Una forma mentis lontana anni luce dal mondo veloce e frettoloso a cui siamo abituati oggi.
L’idea di un pizzaiolo della vecchia scuola
L’idea di tornare a questo passato lento e disteso, per Antonio Esposito, arriva direttamente dai suoi ricordi di quando, da giovanissimo, portava le pizze fritte preparate con la nonna e i fratelli nei bassi dei quartieri della città. Proporre di nuovo la “pizza a otto” aggiunge un pizzico di nostalgia a una ricetta che parte da amore e tradizione. E per il conto da pagare, non c’è distinzione. C’è chiaramente più fiducia nel cliente che già si conosce, ma il pagamento “a otto” vale anche per chi arriva in pizzeria per la prima volta.
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