Buen Camino, l’ultimo film di Checco Zalone uscito a dicembre 2025, ha diviso il pubblico e la critica cinematografica italiana. Nonostante gli incassi da record al botteghino, questa commedia sembra uno dei lavori meno riusciti nella filmografia di Luca Medici, in arte Checco Zalone.
Sceneggiatura fragile e trama poco convincente
Una delle critiche più ricorrenti riguarda la debolezza della sceneggiatura. La trasformazione del protagonista — da padre superficiale a pellegrino redento — appare “repentina” e poco giustificata narrativamente, con motivazioni psicologiche che non trovano una solida base nel racconto. Inoltre, il ritmo narrativo è fiacco e poco coinvolgente.
Comicità meno graffiante e humour sottotono
Buen Camino ha perso lo spirito provocatorio e iconoclasta che caratterizzava i primi film di Zalone. In passato, la comicità del comico barese si fondava su ironia feroce e osservazioni sulla società italiana; in questo film, invece, l’umorismo è più prevedibile, leggero e privo di mordente. Alcune recensioni internazionali evidenziano che le battute risultano facilmente anticipabili o spiegate in modo eccessivo, perdendo spontaneità e freschezza comica.
Personaggi e umorismo: empatia ridotta
Un altro punto critico riguarda i personaggi poco “veri” e difficili da seguire per il pubblico. Il protagonista rappresenta una nicchia elitista troppo distante dal pubblico, con un umorismo che si riduce spesso alla derisione di stereotipi ovvi invece di una satira più profonda e originale.
Conclusioni critiche
Nel complesso, Buen Camino sembra un film divertente ma debole, troppo buonista e con gag che non bastano a sostenere l’intero impianto narrativo. Anche se il pubblico continua ad affollare le sale, la sensazione generale tra i critici è che Zalone abbia perso parte del brio comico e della capacità di sorprendere che avevano contraddistinto i suoi maggiori successi.
Potrebbe anche interessarti: Antonio Incalza è Fucariello in “Gomorra – Le Origini”



























