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Giovanni Marchionni, ancora giallo sulle cause della morte

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Niente overdose da droghe o psicofarmaci. La morte di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne di Bacoli trovato senza vita su uno yacht ormeggiato a Olbia, resta un giallo. Gli esami tossicologici sul corpo del giovane hanno sconfessato le ipotesi iniziali, confermando invece un’altra pista: quella dell’assunzione di acido solfidrico, un gas tossico. Erano stati i legali di amici e familiari del giovane insieme al sindaco sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, subito dopo la tragica fine del giovane a chiedere le indagini mediche approfondite. L’ipotesi del suicidio, per loro, non era accettabile: ora, queste prove potrebbero avvalorare i loro dubbi.

Il gas asfissiante di cui si è trovata traccia nel corso delle analisi legali potrebbe essere stato prodotto dalle batterie al piombo dello yacht. Stando a quanto si apprende, diversi testimoni avrebbero riferito agli investigatori di forti odori simili a quello delle uova marce a bordo dell’imbarcazione di lusso. Una descrizione perfettamente compatibile con quella dell’odore dell’acido solfidrico. Dal primo cittadino del comune di Bacoli, a poche ore dalla notizia, un messaggio di grande sconcerto e rabbia, ma anche di fiducia nelle istituzioni. “Non consentiremo a nessuno di negare la verità”, le sue parole al termine di un lungo messaggio affidato ai suoi canali social.

Il messaggio del sindaco di Bacoli

“Ci sono voluti 5 mesi per scoprire una verità chiara a tutti. Giovanni è morto per aver inalato acido solfridico. Aveva 20 anni, era in Sardegna. Non per una vacanza con amici. Non per alloggiare in hotel extra-lusso. Lo hanno trovato senza vita mentre dormiva nello stanzino riservato a chi fa lo skipper. Lo hanno trovato senza vita, lì dove viene fatto dormire chi è chiamato su uno yatch per lavorare. Non per una gita di piacere”. Si apre così il lungo messaggio pubblicato su Facebook dal sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione. Il primo cittadino del comune partenopeo ha seguito dal primo momento la tragedia, impegnandosi su ogni fronte per consentire che la verità sia rivelata.

“Giovanni è morto così. Per aver respirato acido, veleno, in uno spazio angusto. È morto così, quella notte di agosto. Scoperto, al mattino, per l’odore acre che si diffondeva da quella barca, in tutto il porto di Marina di Portisco. A decretarlo è l’esito dell’autopsia. Non il chiacchiericcio. Non la rabbia degli amici. Per averla, si è dovuto attendere dall’8 agosto, fino ad oggi. Alla Procura di Tempio Pausania, adesso, il compito di mettere insieme i puzzle di questa storia tristissima, atroce. E di dirci la verità”, sottolinea il sindaco Della Ragione.

Rabbia e speranza

“Non è stato il caso”, prosegue. “Non è stato un malore. Non è stato il frutto di una notte sregolata. Perché anche questo fu detto in quelle ore di grande dolore collettivo. Anche questo qualcuno tentò di farci credere. Una vergogna assoluta. Noi però non lo dimentichiamo. È tutto a verbale. Adesso diteci la verità. Diteci cosa è successo. Diteci perché è morto. E diteci, se il caso non è stato, se ci sono responsabilità. Diteci perché Giovanni era lì sopra. Diteci se è una morte sul lavoro. Diteci se è una morte di lavoro, senza tutele. Diteci se è una morte di lavoro, senza contratto. Diteci se un angelo di 20 anni è morto di lavoro. Morto di lavoro nero”.

Fra le righe della nota del sindaco di Bacoli si intravedono rabbia e sconcerto, ma anche una speranza risoluta. “Attendiamo, fiduciosi. E ribadisco quanto già dissi 5 mesi fa. Subito dopo la tragica notizia. Il Comune di Bacoli non resterà a guardare. Ma in questo processo, ci costituiremo parte civile al fianco della famiglia di Giovanni. Lo faremo senza esitazioni, per far sentire loro tutta la vicinanza del popolo bacolese, che ha perso un suo figlio. Lo faremo perché nessuno potrà può riportarci qui Giovanni Marchionni. Nessuno. Ma, con la stessa certezza, non consentiremo a nessuno di negare la verità. Nessuno. È una promessa, e la manterremo. Fino in fondo. Noi siamo qui. Vogliamo la verità. Verità per Giovanni”.

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