Un epilogo amaro, difficile da edulcorare. Il Napoli saluta la Champions League nel modo peggiore possibile, chiudendo il proprio percorso europeo con un 30° posto finale che pesa come un macigno. Terminare alle spalle di realtà come Pafos e Qarabag, considerate da molti le vere cenerentole del maxi girone, non può che aprire una riflessione profonda: si può parlare di stagione fallimentare in Europa? La risposta, numeri alla mano, tende purtroppo verso il sì.
La sconfitta contro il Chelsea al Maradona certifica un cammino europeo totalmente da dimenticare. La squadra di Antonio Conte esce di scena con enorme rammarico, anche perché quattro delle sette avversarie affrontate – Benfica, Copenaghen, Eintracht Francoforte e PSV – non sono riuscite nemmeno a qualificarsi per la zona playoff. Un dato che amplifica il senso di occasione sprecata.
Le dichiarazioni di capitan Di Lorenzo
Nel post gara, il capitano Giovanni Di Lorenzo ha fotografato con lucidità la situazione: «Volevamo vincere per andare ai play-off, ma l’abbiamo persa prima di oggi. Il percorso in Champions non è stato ottimale». Parole che raccontano di un’eliminazione maturata nel tempo, aggravata da una lunga lista di infortuni e da una gestione forzata delle rotazioni. «Giocare ogni tre giorni sempre con gli stessi non è facile», ha aggiunto il difensore azzurro, invitando a “tenere duro” in vista del prosieguo della stagione.
Un po’ di statistiche. Conte ancora fuori dall’Europa al primo turno
I numeri storici non sorridono al Napoli: è la prima eliminazione nella fase iniziale della Champions League dal 2018/19, dopo tre edizioni consecutive superate con successo. Un campanello d’allarme anche per Antonio Conte, che per la terza volta nelle ultime quattro partecipazioni non riesce a superare la prima fase del torneo.
Il Napoli ha perso la sua imbattibilità casalinga dopo 13 mesi
La serata è stata ulteriormente appesantita dalla fine di una lunga imbattibilità casalinga: il Napoli non perdeva al Maradona dall’8 dicembre 2024. L’unica nota positiva arriva dal gol di Antonio Vergara, che entra in una ristretta lista di marcatori azzurri più giovani in Champions. Troppo poco, però, per salvare una campagna europea che lascia più domande che certezze.
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