Spari tra la folla, giovani armati che fanno fuoco in mezzo alla movida e ragazze costrette a scappare, abbandonando gli scooter pur di salvarsi la vita. È quanto emerge dai video agli atti dell’inchiesta sugli scontri tra baby pistoleri avvenuti lo scorso 12 dicembre, poco dopo l’una, in piazza Carolina, a pochi passi dalla Prefettura.
Le immagini raccontano minuti di puro terrore: pistole impugnate a braccia tese, colpi esplosi a ripetizione mentre decine di ragazzi cercano riparo. Una scena che spezza la quiete di una notte prenatalizia e che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto provocare una strage.
Le indagini dopo gli spari a Chiaia dei video
Sette i giovani arrestati, tre dei quali minorenni, al termine delle indagini della Squadra Mobile. Gli arresti sono stati convalidati dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, coordinata dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni, punta ora a ricostruire movente e responsabilità di una spedizione armata che ha attraversato più zone della città, coinvolgendo anche persone completamente estranee ai clan.
Da un lato il gruppo dei Quartieri Spagnoli, dall’altro quello di Pizzofalcone. In mezzo, ragazzi e ragazze che affollavano la piazza illuminata dalle luminarie. In un caso, dopo una prima raffica di colpi, uno dei bersagli avrebbe risposto al fuoco, aumentando il rischio per chiunque si trovasse lì.
Le indagini mettono in luce legami familiari pesanti: figli e nipoti di boss, narcos e killer già condannati. Ma i magistrati avvertono: non è solo una questione di camorra. C’è una crescente fascinazione per il crimine che coinvolge anche giovanissimi di ambienti diversi. A fine sparatoria, il silenzio. Nelle immagini resta solo una ragazza che torna indietro a riprendere lo scooter lasciato sul marciapiede. Pochi minuti prima stava ballando con le amiche. Poi, l’inferno.




























