È stata una vera e propria “partita pazza” quella andata in scena a Genova, un ottovolante di emozioni, errori marchiani e colpi di classe che ha tenuto i tifosi col fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Il Napoli strappa tre punti d’oro vincendo 3-2, ma la prestazione lascia dietro di sé strascichi polemici e preoccupazioni, soprattutto per la fase difensiva.
Buongiorno shock, poi la reazione azzurra
La gara inizia nel peggiore dei modi. Dopo appena 11 secondi, un errore clamoroso di Alessandro Buongiorno regala al Genoa un rigore lampo trasformato da Malinovskyi. Per il difensore azzurro è l’inizio di una serata da incubo, definita “autolesionista” nelle pagelle, che gli vale un pesantissimo 3 in pagella.
Il Napoli però non ci sta e, tra il 20′ e il 21′, ribalta tutto. I protagonisti sono Rasmus Hojlund e Scott McTominay. Lo scozzese, in particolare, è autore di una prestazione maiuscola finché resta in campo: “tracimante” fisicamente e tatticamente, merita un 8 pieno, il migliore in campo. Purtroppo, la sua gara finisce all’intervallo per un infortunio che tiene in ansia l’ambiente partenopeo.
Ripresa da brividi: rosso a Juan Jesus e rigore decisivo
Senza il filtro di McTominay, e con un Buongiorno in serata no, la ripresa si apre con un altro pasticcio del centrale ex Toro che permette a Colombo di siglare il 2-2. La situazione precipita quando il Napoli resta in dieci uomini per l’espulsione di Juan Jesus, giudicato “ingenuo” e valutato 5. Anche in porta, Meret non trasmette sicurezza, apparendo “inaffidabile” (voto 5).
Nonostante l’inferiorità numerica e le difficoltà di giocatori come Lobotka (comunque “ubiquitario” e da 7) nel tenere insieme i reparti, il cuore degli azzurri emerge nel finale. Al 95′, in pieno recupero, Hojlund si prende la responsabilità di un rigore pesantissimo e non sbaglia, siglando la doppietta personale e il gol del definitivo 3-2.
Il tabellino delle pagelle: Top e Flop
Oltre ai già citati, da segnalare la prova solida di Rrahmani (6.5, “imperturbato”) che ha cercato di tenere a galla la difesa. Meno brillanti Gutierrez (5, “operoso” ma poco incisivo) e Vergara (5, “sfuggente”). Una vittoria fondamentale per il morale, ma che evidenzia quanto il Napoli sia dipendente dalla vena dei suoi attaccanti e debba registrare urgentemente i meccanismi difensivi.
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