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La Brignone oro olimpico nel superG: dall’infortunio alla leggenda

Brignone oro olimpico SuperG

Dall’infortunio devastante alla luce accecante della vetta olimpica. Federica Brignone scrive la storia dello sci alpino conquistando uno straordinario oro olimpico nel superG femminile a Cortina, ai Giochi di Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Un successo che sfugge a ogni logica sportiva e che premia sacrificio, coraggio e resilienza.La tigre di La Salle, è protagonista di una delle favole più emozionanti di queste Olimpiadi. Pochi mesi fa, con la rottura di tibia e perone, anche solo immaginare una sua presenza ai Giochi sembrava un’utopia.

Dal buio alla rinascita

La caduta in Val di Fassa, durante i Campionati Italiani di slalom gigante, appariva come una condanna: frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre a gravi lesioni legamentose, con il concreto rischio di compromettere la carriera – e persino la deambulazione. Nove mesi di lavoro durissimo, il ricovero, la riabilitazione e il ritorno sugli sci dopo 237 giorni.

Una tigre non può restare in gabbia. Brignone arriva a Cortina d’Ampezzo in silenzio, quasi da outsider, trasformando quello che poteva essere un alibi in una prestazione leggendaria.

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Il podio e le parole dell’oro

Alle sue spalle, argento alla sorprendente Mirandoli, rivelazione di giornata, e bronzo alla veterana austriaca Cornelia Huetter, che proprio a Cortina aveva conosciuto a sua volta il dolore degli infortuni. Al termine della gara, l’emozione è incontenibile: “Mi reputavo un’outsider – ha detto Brignone ai microfoni Rai – è qualcosa di incredibile. Ho cercato di fare il mio massimo, non pensavo sinceramente di poter vincere l’oro”.

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