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Inchiesta Monaldi, nuova indagata e altre acquisizioni sul trapianto

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Accanto ai primi sei medici indagati, è emersa la posizione di Marisa De Feo, responsabile del percorso trapianti, assistita dal penalista Luigi Ferrante. Potrà chiarire la propria posizione nel corso dell’inchiesta.

Si attende la valutazione del gip per la nomina di consulenti tecnici di ufficio sui quesiti posti dai pm, atto garantito per tutelare la genuinità delle prove e gli indagati stessi.

Indagini sulla fornitura di ghiaccio secco e tempistiche

La procura di Napoli sta valutando anche responsabilità riguardanti la fornitura di ghiaccio secco a Bolzano, luogo dell’espianto dell’organo cardiaco. Sono possibili avvisi di garanzia a carico di una o due persone presenti il 23 dicembre al San Maurizio di Bolzano.

I pm chiedono ai consulenti di chiarire se prelievo, trasporto e conservazione dell’organo siano avvenuti nel rispetto delle linee guida, con particolare attenzione all’uso del ghiaccio secco invece dei box frigo già in dotazione e per i quali i medici avevano ricevuto aggiornamenti.

L’equipe guidata da Gabriella Farina, difesa dai penalisti Dario Gagliano e Anna Ziccardi, potrà ricostruire i passaggi dell’operazione sull’asse Napoli-Bolzano e ritorno. Inoltre, è oggetto di approfondimento la tempistica del rientro al Monaldi e l’espianto, con indicazioni secondo cui l’ultimo via libera per eseguire l’intervento sarebbe stato dato quando i medici erano ancora in ascensore.

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Il nodo della cartella clinica e i silenzi denunciati

Il Monaldi ha smentito le accuse di incompletezza della cartella clinica sollevate dall’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia del piccolo Domenico. Petruzzi denuncia la «consegna del silenzio» e accusa l’ospedale e gli indagati di insabbiamento e occultamento. In particolare per non aver comunicato alla madre la presenza del cuore ghiacciato.

L’avvocato afferma che durante i quarantacinque giorni successivi all’intervento, periodo di incertezza e sofferenza per i genitori, è stato consigliato loro di non parlare con la stampa per evitare di compromettere la lista d’attesa di Domenico. Secondo la difesa, si sarebbe trattato di un tentativo di occultamento e di condizionamento psicologico verso la madre, «giocando sulla speranza». Parole che attendono riscontri e possibili risposte da parte del Monaldi e degli interessati.

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