A cinque anni dal femminicidio di Ornella Pinto, arriva la sentenza definitiva: la Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Pinotto Iacomino, rigettando il ricorso presentato dalla difesa e rendendo irrevocabile la condanna già pronunciata nei precedenti gradi di giudizio.
Il delitto avvenne nella notte del 13 marzo 2021 all’interno dell’abitazione di Ornella Pinto, in via Cavolino, nel quartiere Arenaccia, nella zona di San Carlo all’Arena, a Napoli. La donna, 40 anni, fu colpita nel sonno con almeno tredici coltellate dall’ex marito mentre nella stanza accanto dormiva il figlio della coppia, che allora aveva appena quattro anni.
La Suprema Corte ha confermato integralmente anche le aggravanti già riconosciute nei precedenti gradi di giudizio: premeditazione, crudeltà e stato di coabitazione. Elementi ritenuti decisivi per il mantenimento della pena massima, già inflitta sia in primo grado sia in appello.
L’autore del delitto si autodenunciò ai carabinieri
Dopo il delitto, Iacomino si recò spontaneamente presso i Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, confessando l’omicidio. La vicenda processuale si chiude ora definitivamente con la pronuncia della Cassazione.
“È un’amara consolazione”, hanno commentato i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Carmine Capasso. In sede di appello era stata inoltre confermata una provvisionale di 180mila euro a favore di Stefania Pinto, sorella di Ornella e oggi tutrice del bambino, che attualmente ha nove anni.
Le aggravanti confermate dalla Cassazione
La Corte ha ribadito che il delitto fu pianificato e compiuto con modalità particolarmente efferate, escludendo ogni attenuante in favore dell’imputato.
Il bambino affidato alla sorella della vittima
Il figlio della coppia, presente in casa la notte dell’omicidio, è oggi affidato alla zia materna, riconosciuta tutrice legale




























