Stop alle “zone franche” della movida: il Comune stringe le regole e punta a estenderle a tutta la città. Oggi il Consiglio comunale è chiamato a votare le nuove linee di indirizzo per limitare gli effetti negativi della vita notturna.
Il provvedimento prevede orari più rigidi. Nei giorni feriali, dopo le 22 e 30, niente più asporto di cibo e bevande: si potrà consumare solo all’interno dei locali, con chiusura all’una. Nei festivi, invece, asporto consentito fino alle 23 e serrande abbassate alle 2. L’obiettivo è ridurre gli assembramenti all’esterno e contenere il rumore nelle aree più frequentate.
Le misure, già sperimentate in alcune zone del centro storico, potrebbero ora essere estese a tutti i quartieri. Una scelta dettata anche dai ricorsi già persi dal Comune sul tema della quiete pubblica e dal rischio di nuovi contenziosi, soprattutto nelle aree più colpite dalla movida.
Resta però il nodo dell’equilibrio tra diritto al riposo dei residenti e tutela delle attività commerciali. I sindaci delle grandi città chiedono da tempo una legge nazionale che dia più poteri ai Comuni, ma per ora non è arrivata.
Quella in discussione oggi è solo una prima tappa. L’amministrazione lavora infatti a un piano più ampio di “risanamento della movida”: controlli rafforzati, nuove zone a traffico limitato, possibile delocalizzazione dei flussi e una gestione condivisa con esercenti e cittadini.
Un progetto ambizioso che punta a cambiare il volto della notte in città, senza spegnere il divertimento.



























