Ad Arzano un agguato di camorra finisce nel sangue e apre a un’ipotesi inquietante: uno scambio di persona. A perdere la vita è Antonio Coppola, 52 anni, imbianchino, ucciso mercoledì sera mentre era in auto con un amico. Secondo gli inquirenti, il vero obiettivo del killer poteva essere un esponente di vertice del clan Amato-Pagano.
Agguato ad Arzano, la pista shock
A sparare sarebbe stato un sicario esperto, che però avrebbe confuso la vittima con il nuovo reggente della cosca, da poco scarcerato e residente nella stessa zona. Coppola, che indossava ancora la tuta da lavoro, stava parlando con Antonio Persico, 25 anni, titolare di una barberia, dei lavori di ristrutturazione del negozio. Persico è rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita.
Antonio Coppola non aveva legami con la criminalità organizzata. Vita regolare, pochi precedenti risalenti a vent’anni fa, un figlio adolescente e una nuova compagna. In città era conosciuto come un lavoratore stimato. Proprio per questo l’ipotesi dello scambio di persona è oggi la più accreditata, anche se gli investigatori non escludono altre piste, come un tentativo di rapina finito male.
Continuano le indagini
Sull’omicidio è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha annunciato un rafforzamento dei controlli sul territorio. La vicenda sarà esaminata nel prossimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. I carabinieri stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l’agguato.
La salma è stata trasferita all’obitorio di Giugliano per l’autopsia. Un delitto che riaccende i riflettori sulla camorra arzanese, attraversata da una fase di forte instabilità dopo arresti e collaborazioni con la giustizia, in un clima di tensione e regolamenti di conti.






























