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Australian Open tra virus intestinale e caldo estremo, tanti ritiri

Australian Open virus Gaston

Lo chiamano da sempre Happy Slam, il torneo felice, quello che apre la stagione del grande tennis con sorrisi, clima informale e atmosfera rilassata. Ma l’Australian Open 2026 sta mostrando un volto ben diverso: tra virus intestinale, caldo estremo e umidità record, il primo Slam dell’anno rischia di trasformarsi in una vera e propria gara di sopravvivenza fisica per giocatori e addetti ai lavori. In campo non si combatte solo contro l’avversario, ma anche contro il corpo che cede, i crampi, la disidratazione e malori improvvisi. Un quadro che sta allarmando atleti, staff medici e organizzatori.

Il caso Cobolli: “È stato terribile”

Il primo nome eccellente a farne le spese è stato Flavio Cobolli, eliminato a sorpresa al debutto. Il tennista romano, testa di serie numero 20, ha raccontato di aver accusato un violento mal di pancia a pochi minuti dall’inizio del match contro il britannico Frey. “Ho mangiato con attenzione, avevo dormito bene. È successo tutto all’improvviso, è stato terribile”, ha spiegato Cobolli dopo l’eliminazione. Costretto a correre in bagno prima e durante la partita, l’azzurro ha provato a limitare i danni con dei farmaci, ma la perdita di liquidi e le condizioni fisiche compromesse lo hanno portato alla resa in tre set. Un episodio che ha acceso i riflettori su un possibile virus intestinale che starebbe circolando nel villaggio del torneo.

Darderi resiste, Gaston si arrende

Cobolli non è stato un caso isolato. Luciano Darderi ha rischiato seriamente durante il match vinto contro Cristian Garin. “Ho cominciato a sentire mal di pancia verso la fine del terzo set. Per fortuna sono riuscito a resistere”, ha raccontato in conferenza stampa. Un dettaglio non secondario: prima dell’incontro Darderi aveva assunto un antidolorifico senza gastroprotettore, un fattore che potrebbe aver contribuito al malessere. Ancora più sfortunato Hugo Gaston, sceso in campo già debilitato contro Jannik Sinner. Dopo aver tentato invano di proseguire assumendo farmaci, il francese ha alzato bandiera bianca al termine del secondo set, visibilmente stremato, prima di dirigersi di corsa negli spogliatoi.

Caldo record e umidità: Melbourne al limite

A peggiorare il quadro ci sono le condizioni climatiche estreme. A Melbourne, in piena estate australe, le temperature hanno sfiorato i 50 gradi percepiti, con un’umidità superiore al 60%. Un mix micidiale che rende ogni scambio un test di resistenza cardiovascolare. Non solo i tennisti: una giovane raccattapalle è svenuta in campo, soccorsa prontamente dalla tennista turca Zeynep Sonmez.

Il tennis moderno e il limite fisico

Quanto sta accadendo all’Australian Open solleva interrogativi più ampi sul tennis moderno, sempre più fisico, giocato su superfici veloci e in contesti climatici estremi. I protocolli di sicurezza, le pause per il caldo e l’assistenza medica sono sufficienti? Il “torneo felice” resta uno degli appuntamenti più amati del circuito, ma questa edizione dimostra che il confine tra spettacolo e rischio può diventare sottile. Per molti atleti, superare i primi turni non significa solo vincere, ma arrivare in fondo alla giornata in condizioni accettabili.

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