Triste epilogo per la giovane balenottera comune avvistata nei giorni scorsi nelle acque del porto di Napoli. L’esemplare, lungo circa dodici metri, è stato ritrovato senza vita all’imboccatura del Molo Beverello. La carcassa è stata individuata dalla Guardia Costiera e successivamente trainata in un’area portuale per le operazioni di recupero.
Il cetaceo, apparso fin da subito debilitato e disorientato, era stato monitorato per ore dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn, intervenuti per scortarlo fuori dallo specchio d’acqua portuale. Secondo gli esperti, l’animale mostrava comportamenti stereotipati, girando in circolo nei pressi delle banchine, un segnale poco rassicurante sul suo stato di salute.
L’autopsia e le possibili cause del decesso
La balenottera, un giovane esemplare non ancora giunto a maturità sessuale, presentava segni di denutrizione e abrasioni sul corpo, probabilmente dovute allo sfregamento contro le strutture del porto. La carcassa sarà trasferita in uno dei centri convenzionati con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dove verrà sottoposta ad autopsia per accertare le cause della morte. Tra le ipotesi, una possibile virosi o una condizione patologica preesistente.
Nei giorni scorsi l’esemplare era stato segnalato anche verso San Giovanni a Teduccio, alimentando la speranza che potesse riprendere il largo. L’epilogo, invece, conferma la fragilità degli equilibri marini in un’area ad alta densità di traffico navale.
Resta il dato scientifico: il Golfo di Napoli rappresenta una delle zone più rilevanti del Mediterraneo per la presenza di cetacei, con sette specie stabilmente monitorate e, nel 2025, la più alta aggregazione di balenottere mai registrata nell’area.
Il commento dell’assessore Zabatta
“Le operazioni di recupero – ha dichiarato l’assessora alla Biodiversità e Tutela degli animali, Fiorella Zabatta presente sul posto durante le operazioni di recupero – si sono rivelate più complesse del previsto a causa delle difficoltà legate alla movimentazione del cetaceo e alla stabilità delle fasce utilizzate per il sollevamento. Alle attività hanno preso parte, sempre per la Regione – ha detto l’assessora – anche il Centro di Riferimento regionale per la sicurezza sanitaria del pescato (CRISSAP) e il Centro di Riferimento regionale di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV) della ASL Napoli 1 Centro, nell’ambito di un’azione integrata tra istituzioni e competenze veterinarie e ambientali. Il recupero è finalizzato – ha proseguito – al trasferimento del cetaceo presso un centro specializzato e autorizzato, dove verrà eseguito l’esame necroscopico per determinare le cause della morte”.
Potrebbe anche interessarti: Buche in strada a Napoli: Attanasio “Sono pericolose per motociclisti”




























