La vittoria contro la Fiorentina passa inevitabilmente in secondo piano nelle parole di Antonio Conte, visibilmente scosso al termine della gara per il grave infortunio occorso a Giovanni Di Lorenzo. Il tecnico azzurro non nasconde la preoccupazione e punta il dito contro un sistema che, a suo dire, sta mettendo seriamente a rischio la salute dei calciatori.
“Dalle prime valutazioni non sembra nulla di buono, temiamo possa essersi rotto il crociato”, ha dichiarato Conte ai microfoni di DAZN. “Questo tipo di infortunio lo conosco bene ed è una cosa bruttissima. Qualcuno dice che ci lamentiamo, ma a noi non stanno capitando infortuni normali: sono gravi. E diventa difficile mettere una pezza, per quanto lo stiamo facendo”.
Conte contro il calendario e il sistema calcio
Lo sconforto dell’allenatore nasce anche dalla gestione delle forze: “Stiamo mettendo partite su partite, facendo giocare calciatori che dovrebbero riposare. Oggi abbiamo perso un pezzo da novanta, uno che le aveva giocate tutte e che avrebbe comunque dovuto farlo, perché al momento siamo in 13. Così si ammazzano i ragazzi”.
Nel mirino di Conte c’è il sistema calcio nel suo complesso. “Se si vogliono fare 60-70 partite l’anno, le rose devono essere allargate. È come il cane che si morde la coda: più competizioni per guadagnare di più, ma poi devi comprare giocatori. Se i club non lo capiscono, il calcio va in una cattiva direzione. Lo dico da ex calciatore”.
Sulle prospettive stagionali del Napoli, Conte evita proclami: “Con questa rosa dove mettereste il Napoli? Noi non vogliamo mollare, abbiamo campionato, Coppa Italia e una qualificazione europea da centrare, ma così diventa complicato”. E sul mercato bloccato conclude amaramente: “Abbiamo 240 milioni in cassa e il mercato fermo. Fantastico. Sono troppo incazzato per Di Lorenzo, meglio fermarmi qui”.



























