“Nessun occultamento dei fatti”. È netta la posizione della direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che in una lettera inviata a Il Mattino scritta da Anna Iervolino, replica alle dichiarazioni del professor Guido Trombetti sulla vicenda che ha coinvolto il Monaldi e la morte del piccolo Domenico.
La manager esprime “amarezza” per le accuse mosse, in particolare per l’affermazione secondo cui i “gestori della vicenda” avrebbero nascosto elementi rilevanti. Un’ipotesi respinta con decisione: le indagini interne – si legge – sono state avviate formalmente il 30 dicembre, con l’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti, non appena sono emersi dubbi sulla ricostruzione iniziale dell’intervento.
Raccolte 296 pagine di documentazione
Da quel momento sono stati redatti verbali, relazioni e atti di audit che hanno approfondito dinamiche e responsabilità, fino a far emergere la gravità dei fatti. Complessivamente 296 pagine di documentazione, poi trasmesse all’autorità giudiziaria – che indaga dall’11 gennaio – alla Regione Campania e al Ministero della Salute.
Il Monaldi ha messo sotto inchiesta i suoi dirigenti
La direzione rivendica di aver agito con tempestività e trasparenza, mettendo sotto inchiesta propri dirigenti e adottando provvedimenti disciplinari, sospensioni e revoche, senza interrompere il servizio di cardiochirurgia pediatrica, unico in Campania.
Secondo quanto sottolineato nella lettera, molte delle informazioni oggi di dominio pubblico erano già contenute nei verbali interni, prima ancora dell’intervento dei media e dell’acquisizione di chat e testimonianze da parte della magistratura.
“Chi parla di occultamento – si legge ancora – ignora i doveri di comunicazione verso il paziente e le procedure attivate dall’azienda”. In chiusura, la direzione rinnova le condoglianze alla famiglia di Domenico, assicurando che la ricerca della verità continuerà “perché nulla di simile possa mai più accadere”.




























