Nuova svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. La Procura di Napoli ha disposto il sequestro dei telefoni cellulari dei sei medici indagati nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore rivelatosi fatale, con l’obiettivo di verificare eventuali comunicazioni, fotografie o screenshot legati alle fasi dell’intervento e ai due mesi successivi alla vicenda clinica.
La ricostruzione da Napoli a Bolzano e ritorno
Gli investigatori vogliono accertare se siano state cancellate conversazioni o materiali utili a ricostruire quanto accaduto dal 23 dicembre. La data in cui un’équipe dell’ospedale Monaldi si recò a Bolzano per prelevare il cuore destinato al trapianto. I provvedimenti, accompagnati da sei avvisi di garanzia a tutela degli indagati in vista dell’autopsia, rappresentano un passaggio chiave dell’inchiesta, nella quale si ipotizza il reato di omicidio colposo.
Gli indagati
Tra gli indagati figurano il cardiochirurgo Guido Oppido, che eseguì l’intervento a Napoli, la dottoressa Gabriella Farina, responsabile della missione a Bolzano. Con loro i sanitari Vincenzo Pagano, Francesca Blasi, Emma Bergonzoni e Mariangela Addonizio. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, con il procuratore aggiunto Antonio Ricci e sotto la guida del procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
Perchè non sono stati utilizzati i nuovi contenitori termici?
Al centro degli accertamenti vi è anche il trasporto dell’organo, che sarebbe stato conservato con ghiaccio secco, provocando un abbassamento estremo della temperatura e rendendolo inutilizzabile durante il viaggio verso Napoli. Secondo quanto emerso, al Monaldi erano disponibili contenitori termici di ultima generazione, mai utilizzati durante la missione.
Le parole di Oppido in un messaggio dei suoi legali
I legali del medico Oppido, gli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, hanno espresso cordoglio verso la famiglia. Lo hanno fatto con un messaggio ribadendo che il loro assistito «ha fatto tutto ciò che era professionalmente e umanamente possibile per salvare la vita del bambino». Hanno però voluto aggiungere che: «i medici hanno lottato contro il tempo e contro i minuti».
La risposta di Petruzzelli che tutela la famiglia di Domenico
Intanto la difesa della famiglia, rappresentata dall’avvocato Francesco Petruzzi, solleva ulteriori interrogativi sulla gestione clinica del piccolo nei giorni successivi all’intervento. Un quadro investigativo ancora in evoluzione, mentre l’intero Paese continua a chiedere chiarezza e verità su una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.




























