Al Maradona va in scena una partita ad alta complessità tattica, segnata da assenze, impegni ravvicinati e necessità di fare punti. Napoli e Fiorentina arrivano alla sfida con motivazioni diverse ma con la stessa urgenza di dare continuità ai risultati.
Se manca l’aggressività il Napoli perde metri
Il Napoli punta su intensità e pressione alta. La struttura di gioco prevede linee corte, aggressione immediata sul portatore e recupero palla in zone avanzate. Quando questo meccanismo funziona, la squadra riesce a sviluppare azioni rapide e verticali, cercando di attaccare tra le linee e sugli esterni. Le transizioni offensive rappresentano una delle armi principali, soprattutto contro difese non perfettamente schierate. Con la stanchezza accumulata dagli uomini di Conte è complicato tenere alto il ritmo. Questo può essere il punto debole degli azzurri verso la seconda fase del match.
I viola partono dal basso e difendono chiudendo la corsia centrale
La Fiorentina risponde con maggiore ordine posizionale e gestione del possesso. L’obiettivo è attirare la pressione per poi uscire con costruzione pulita dal basso, occupando gli spazi lasciati liberi. In fase difensiva i viola tendono a chiudere il corridoio centrale, indirizzando il gioco sulle corsie laterali e preparando raddoppi sistematici.
Probabili formazioni
Conteha ancora gli uomini contati edeve inventare la difesa e il centrocampo. Rrahmani che si è rivisto in gruppo non è ancora pronto. Vanoli valuta il recupero last-minute di Fabiano Parisi e Moise Kean, ma entrambi restano in forte dubbio.
NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Beukema, Juan Jesus, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Højlund.
FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Fagioli, Mandragora, Brescianini; Solomon, Gudmundsson; Piccoli.
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