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Rinviata a giudizio Maria Rosaria Boccia per stalking e violenze contro Sangiuliano

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Stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata. Sono queste le accuse dalle quali dovrà difendersi Maria Rosaria Boccia. Il rinvio a giudizio da parte del gup di Roma torna a infiammare il caso che ha visto coinvolta l’imprenditrice e l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Il rinvio a giudizio nel caso dell’ex ministro Sangiuliano

Il gup capitolino ha contestato a Maria Rosaria Boccia anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum. Queste ultime, in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Il processo, per l’imprenditrice di Pompei, è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.

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Le dimissioni di Sangiuliano dopo l’esplosione del caso

L’ex ministro, oggi consigliere regionale, aveva rassegnato le sue dimissioni il 6 settembre 2024 al culmine dell’esplosione del caso di una sua presunta relazione extraconiugale finita anche in prima serata alla Rai. “Caro presidente, cara Giorgia, dopo aver a lungo meditato, in giornate dolorose e cariche di odio nei miei confronti da parte di un certo sistema politico mediatico, ho deciso di rassegnare in termini irrevocabili le mie dimissioni da Ministro della Cultura”, scriveva l’allora ministro Sangiuliano.

“Ti ringrazio per avermi difeso con decisione, per aver già respinto una prima richiesta di dimissioni e per l’affetto che ancora una volta mi hai testimoniato”, proseguiva la lettera inviata alla presidente Meloni. “Ma ritengo necessario per le Istituzioni e per me stesso di rassegnare le dimissioni. Come hai ricordato di recente, stiamo facendo grandi cose, e lo dico come comunità politica e umana alla quale mi sento di appartenere”.

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