La stima e l’apprezzamento del ministro Piantedosi per Michele Di Bari non sono un mistero. Non sorprende, quindi, che il Viminale abbia prorogato la permanenza di Di Bari alla prefettura partenopea. Intanto, però, la percezione della sicurezza a Napoli racconta una storia diversa, aprendo uno spiraglio di dubbio sulla decisione del ministro Piantedosi.
Di Bari resta prefetto di Napoli
Secondo le ultime normative, il limite ordinamentale per il ruolo di prefetto è di 67 anni, età raggiunta da Di Bari a pochissimi giorni dall’inizio del 2026. Questo avrebbe dovuto significare che l’attuale prefetto di Napoli sarebbe dovuto andare in quiescenza, ma la normativa in vigore apre alla possibilità del trattenimento fino ai 70 anni. Una deroga su richiesta, che dipende da una valutazione da parte del ministero, e che il Viminale ha accettato.
D’altro canto, l’assidua presenza di Di Bari sul territorio è conclamata. Primo a scendere in campo anche in situazioni emergenziali per affrontare i problemi in prima persona, l’attuale prefetto partenopeo si è guadagnato un certo margine di fiducia e di popolarità , sul territorio. A riprova di questo, il suo nome, nella bruma pre-elettorale, era stato tra i più chiacchierati come possibile candidato alla presidenza di Palazzo Santa Lucia per il centrodestra.
La sicurezza a Napoli, fra pre- e post-Covid
L’insediamento di Michele Di Bari a prefetto di Napoli è avvenuto a fine 2023, nel pieno della risalita degli indici post-Covid. I dati ufficiali, però, mostrano una tendenza di riduzione dei principali indicatori di delittuosità nel biennio 2024-2025 sul territorio partenopeo. Comitati ordine e prefettura, aumento delle attività di controllo e presidio sul territorio. Nonostante questo, però, il consenso popolare non sarebbe nettamente positivo.
Allo status quo immutato di certe aree si contrappone la percezione della sicurezza in altre zone del napoletano lontana da un qualsiasi miglioramento. Basti pensare all’area di Corso Umberto I e di porta Capuana, della Sanità e dei Quartieri Spagnoli, tutti teatro troppo spesso di episodi di criminalità . Nonostante diversi tentativi di implementare metal detector e reprimere l’utilizzo di armi, specialmente fra i più giovani, lame e pistole continuano a circolare.
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