Un proiettile contro la Procura generale di Napoli. Un colpo di arma da fuoco ha raggiunto il dodicesimo piano del Palazzo di Giustizia, sfondando una finestra della Torre C e finendo all’interno di un ufficio. È successo venerdì 2 gennaio, poco dopo le nove del mattino, nel cuore della cittadella giudizia
Il foro è ad altezza d’uomo: se qualcuno fosse stato nella stanza, l’epilogo poteva essere drammatico. Il proiettile ha attraversato entrambe le vetrate della finestra in modo netto e simmetrico, per poi rimbalzare sulla parete e cadere a terra. Gli uffici colpiti sono quelli della Procura generale, dove lavorano il procuratore Aldo Policastro, magistrati, cancellieri e personale delle forze di polizia.
Immediate le indagini. In campo la Squadra Mobile e la polizia scientifica, che ha sequestrato il proiettile. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e sarà trasferita alla Procura di Roma, dal momento che tra le possibili parti offese figurano anche magistrati.
Resta da chiarire soprattutto la traiettoria del colpo. La posizione dell’ufficio, ai piani alti e non direttamente raggiungibile dalla strada, rende poco credibile l’ipotesi di un proiettile vagante sparato durante i festeggiamenti di Capodanno. Gli investigatori valutano uno sparo da lunga distanza, forse da un edificio vicino, o altre ipotesi ancora tutte da verificare.
Un episodio che scuote il Palazzo di Giustizia e solleva interrogativi pesanti sulla sicurezza. Ora le indagini dovranno stabilire se si sia trattato di un gesto casuale o di un segnale mirato.



























