Si è conclusa la prima riunione ufficiale nell’ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) per il piccolo paziente ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, sottoposto a trapianto cardiaco lo scorso 23 dicembre 2025 e attualmente in condizioni cliniche gravissime.
All’incontro hanno preso parte l’équipe medica dell’ospedale, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del bambino, con l’obiettivo di definire un percorso terapeutico condiviso alla luce dell’evoluzione del quadro clinico.
Stop alle terapie non più efficaci per evitare l’accanimento terapeutico
Nel corso del confronto, l’Azienda ospedaliera ha proposto una serie di interventi orientati a sospendere le terapie ritenute non più efficaci rispetto alla condizione del piccolo paziente, avviando un percorso finalizzato a evitare ogni forma di accanimento terapeutico. La decisione è maturata attraverso un dialogo tra medici e familiari, nel rispetto delle valutazioni cliniche e delle volontà espresse dalla famiglia.
In accordo con i rappresentanti del nucleo familiare e con il medico legale incaricato, è stato stabilito che al bambino verranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita. Il piano prevede una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici, mantenendo soltanto i trattamenti indispensabili al sostegno delle funzioni vitali.
Solo cure salvavita per il piccolo paziente
Si tratta di un passaggio estremamente delicato, inserito in un percorso medico ed etico complesso che punta a garantire dignità assistenziale al paziente, evitando procedure invasive non più proporzionate al beneficio clinico atteso.
Nel frattempo, nelle ultime dodici ore, le condizioni del bambino hanno registrato un ulteriore e rapido peggioramento, elemento che rende ancora più urgente la definizione di un protocollo terapeutico condiviso tra struttura sanitaria e famiglia.
L’evoluzione del caso continua a essere seguita con attenzione, mentre si attendono aggiornamenti sulle prossime decisioni cliniche e sull’andamento del quadro sanitario.
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