Un diverbio nato per futili motivi, uno spritz rovesciato sul bancone, e una minaccia pesante. È da qui che prende forma l’aggressione armata avvenuta ai Quartieri Spagnoli di Napoli nella notte del 3 gennaio, costata il ferimento di Gianluca Pisacane, gestore del locale “Pisadog19” e fratello dell’allenatore del Cagliari.
All’interno del locale scoppia una lite tra alcune donne. Pisacane interviene per sedare la zuffa e riportare la calma. Durante il confronto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, una delle protagoniste della discussione avrebbe rivolto al gestore parole gravissime: “Ti sparo in bocca”. Una frase che, col senno di poi, suona come un inquietante presagio.
Ricostruita l’aggressione a Pisacane
Poche ore dopo, a locale chiuso, Pisacane sta rientrando a casa insieme ai genitori, nei vicoli tra vico Tre Re a Toledo e vico Lungo Teatro Nuovo. Ad attenderlo ci sono Vincenzo Bevivino, 27 anni, e Vincenzo Rossi, 28, cugini originari di Chiaiano, già noti alle forze dell’ordine. Le immagini delle telecamere li riprendono mentre si appostano nei pressi del locale. L’aggressione è rapida e violenta. I due affrontano Pisacane, lo strattonano, colpiscono il padre intervenuto in sua difesa.
Bevivino ferisce il gestore con una bottiglia rotta. Subito dopo Rossi estrae una pistola e spara due colpi, che colpiscono Pisacane alle gambe. Dopo la fuga, i due restano coinvolti in un incidente sull’autostrada. Vengono arrestati lunedì sera in provincia di Pescara, a casa di un amico, e confessano agli investigatori di essere gli autori degli spari. Il giudice convalida il fermo per tentato omicidio e porto d’armi. Gli atti sono stati trasmessi a Napoli. Le indagini proseguono: nei filmati compaiono anche altri tre giovani, al momento non identificati.
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