Parte con una premessa mantenuta il lavoro della Giunta Fico alla Regione Campania. Il primo atto del nuovo corso di Palazzo Santa Lucia, infatti, è relativo al salario minimo. “Un segnale politico fortissimo”, scrive il consigliere regionale Davide D’Errico. “Nella Campania che vogliamo costruire nessun lavoratore deve essere povero e nessuno deve vivere in difficoltà pur lavorando”.
Quando sarà operativa, la misura porterà aumenti fino a 200-300 euro al mese a centinaia di lavoratori impiegati negli appalti della Regione, delle Asl e delle società partecipate. “È solo un primo passo e da solo non basta, ma è la direzione giusta”, ha proseguito D’Errico. “In questa terra per troppo tempo si è diffusa l’idea che essere persone per bene non convenga. Con questo provvedimento la Regione manda un messaggio chiaro: chi lavora onestamente deve poter vivere con dignità”.
La critica dell’opposizione
Luci e ombre fra i pareri dei membri del consiglio. Mentre la maggioranza sostiene la misura, l’opposizione analizza diversamente la novità. “In linea di principio ogni iniziativa che va nella direzione di un aumento dei salari e della dignità dei lavoratori è auspicabile. Devo, però, ancora leggere nel dettaglio il provvedimento e analizzarlo accuratamente. Bisogna capire come si interseca con i contratti collettivi nazionali e la competitività delle imprese. Dobbiamo poi non solo garantire meglio chi lavora ma anche intervenire per chi un lavoro non lo ha”. Questa la critica che ha mosso il capogruppo di Fdi in Consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano.
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