Non aveva precedenti per reati di camorra, ma era legato da vincoli di parentela a un elemento di spicco del clan Rinaldi. È questo uno degli elementi al vaglio degli investigatori dopo l’omicidio di Salvatore De Marco, 34 anni, ucciso in un agguato in pieno giorno a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli.
L’uomo aveva appena parcheggiato l’auto
La dinamica dell’azione lascia pensare a un piano studiato nei dettagli. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe appena parcheggiato la propria auto quando è stato affiancato da un’altra vettura. Da lì sarebbero partiti diversi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. I killer, con ogni probabilità due persone, si sarebbero poi dileguati rapidamente. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia di Stato con la scientifica. A terra, nei pressi di un negozio, sono stati trovati diversi bossoli.
L’agguato vicino alla scuola dove fu ucciso il nonno Luigi Mignano
L’agguato è avvenuto a poca distanza da una scuola, nel raggio di circa cento metri, elemento che rende ancora più grave l’episodio e che ha creato forte allarme tra residenti e famiglie. La stessa scuola dove venne ucciso Luigi Mignano in un agguato la mattina presto mentre portava in quella scuola suo nipote.
Per quell’omicidio 6 anni fa degli arresti
Per quell’agguato che sconcertò l’intera città furono arrestati Salomone Giovanni, nato a Milano nel ’67 e Borrelli Giovanni nato a Portici nel ’69.
Sull’omicidio indaga la Squadra Mobile della Questura di Napoli, impegnata a ricostruire con precisione movente, contesto e responsabilità. Gli inquirenti stanno analizzando eventuali immagini di videosorveglianza della zona e verificando possibili collegamenti con ambienti della criminalità organizzata locale. Poche ore prima, a un centinaio di metri, nei pressi di un bar in via Ponte dei Francesi un’altra sparatoria.
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