19 persone in manette, tre delle quali sono minorenni. Questo è l’esito della maxi operazione nel rione ex IACP di Santa Maria Capua Vetere andata in scena all’alba di oggi. A eseguire le misure cautelari emesse dal gip su richiesta della DDA, la Polizia di Stato. Omicidio, tentato omicidio, traffico di droga, estorsione, favoreggiamento, porto e detenzione di armi: sono numerose le accuse rivolte nei confronti dei soggetti in custodia, tutte aggravate dall’aver commesso i delitti avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà tipiche dei clan di camorra. 120 gli agenti scesi in campo nel casertano per eseguire il blitz. Tra i fermati, anche i tre presunti responsabili dell’omicidio di Emanuele Nebbia, 26enne freddato nella notte di Capodanno del 2024.
La decisione di porre fine alla vita del 26enne di Santa Maria Capua Vetere era giunta al culmine di fibrillazioni interne al gruppo. Con il suo omicidio, il sodalizio intendeva mettere in guardia eventuali ulteriori “scissionisti” intenzionati a staccarsi dal gruppo criminale attivo nel rione ex IACP e capace di controllare lo spaccio di droga nel quartiere. Nebbia, sempre secondo quanto ricostruito dalla Dda, aveva infatti tentato di rendersi indipendente nella gestione e negli approvvigionamenti della sua piazza di spaccio. Un sodalizio criminale che puntava al controllo totale e capillare dello spaccio di droga sul territorio, ora stroncato con l’arresto, tra gli altri, del presunto boss del gruppo: Vincenzo Santone.
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