Le immagini dell’arrivo delle forze dell’ordine documentano una scena di profondo dolore e tensione nella salumeria-panetteria di Sarno, dove nella notte del 3 febbraio è stato ucciso Gaetano Russo, panettiere di 57 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe intervenuto per difendere la figlia da un’aggressione all’interno del negozio, venendo colpito mortalmente con un coltello. Come racconta una nipote ai microfoni di Sicomunicazione
Gli agenti hanno fermato l’aggressore, cliente abituale dell’esercizio, mentre all’esterno la figlia della vittima si disperava. Il figlio di Russo, secondo quanto emerso, avrebbe colpito l’omicida con una pistola a piombini durante i concitati momenti successivi all’aggressione.
La dinamica: lite, coltello e raptus improvviso
L’assassino, Andrea Sirica, 35 anni, con precedenti per droga, avrebbe prima discusso con la figlia del titolare. Poi, in un improvviso scatto d’ira, avrebbe scavalcato il bancone, afferrato un coltello e si sarebbe scagliato contro Gaetano Russo. Sarebbero stati inferti almeno dieci fendenti, molti dei quali all’addome.
La perdita di sangue è stata ingente e, all’arrivo dei soccorsi, per il panettiere non c’era ormai più nulla da fare. Con il passare delle ore si consolida l’ipotesi degli inquirenti: non un omicidio premeditato, ma un raptus.
L’intervento del carabiniere e il fermo
Tra i primi a intervenire anche un carabiniere in servizio a Roma ma residente a pochi metri dal negozio, richiamato dalle urla mentre era libero dal servizio. Sirica è ora accusato di omicidio e si trova in stato di fermo. Poco prima del delitto, come riferito dal parroco della chiesa di San Teodoro Martire ai microfoni della Tgr, l’uomo aveva già dato segni di agitazione entrando in chiesa e disturbando i fedeli durante la preghiera.




























